Un articolo di Rudolf Steiner del 1906/7.
Tutto ciò che è interessante è controverso. Sarebbe strano se l'antroposofia non incontrasse delle critiche. Per chi è interessato c'è ad esempio "Waldorf Critics"[1], focalizzato sulle scuole Waldorf. E sono convinto che se solo fosse un po' più conosciuta l'idea della triarticolazione sociale farebbe discuterebbe molto. Naturalmente c'è anche chi difende[2] il suo fondatore Rudolf Steiner. L'antroposofia è un fenomeno particolare, complesso e dai molti lati, e visto che contiene delle idee che possono trasformare delle vite (e lo hanno già fatto) fa discutere. È giusto che sia così.
Di difendere Steiner e/o l'antroposofia, non me ne faccio un compito. Ho [[anthroposophy_approach|già spiegato]] il mio modo di rapportarmi con essa. Sono cosciente che è una cosa in cui credo e che non sono in grado di dimostrare, neanche a me stesso (con riserva per quanto riguarda la sua [[philosophy_of_freedom|filosofia della libertà]]). Potrebbe essere interessante però sapere che i critici esistevano già ai tempi di Steiner, e che lui stesso ha fatto un grande lavoro di confronto con le critiche, parlandone in svariate conferenze e all'inizio di praticamente ogni suo libro.
Ad esempio c'è un libricino che ho scoperto qualche settimana fa, e letto d'un fiato: "Questioni vitali del movimento teosofico"[3] risalente al periodo in cui Steiner faceva parte della società teosofica (che con grande sorpresa ho scoperto esistere ancora) e l'antrosopofia era ancora da creare, dedicato direttamente alle critiche rivolte alla società. Una lettura interessante, che dopo qualche ora in giro per il web a vedere persone litigare mi ha fatto stare un po' meglio.