Dibattere oltre la verità
Published: 13:02, Saturday 05 December 2009
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Un aggiornamento generale su ciò che mi occupa negli ultimi tempi.

Quelli che mi conoscono (o che mi seguono già da qualche tempo) sanno che il mio approccio verso le cose e la vita ha la forma di una ricerca. Considero ogni elemento un possibile tassello di un mosaico che da sempre sto cercando di costruire. Non bisogna pensare che sia una ricerca esasperante, un'ossessione, una sofferenza continua che prima o poi mi sfinirà. Anzi, direi che al contrario è ciò che mi dà forza ed entusiasmo, che mi spinge a continuare. Non mi voglio accontentare, ed è mio diritto. D'altra parte non ho nessuna fretta: lavorare a questo mosaico, a ciò voglio dedicare la mia vita.

Questa ricerca, la ricerca della felicità, insomma, io la affronto com'è mio carattere, in modo razionale (o qualcosa di simile). Pensandoci su. Necessario per trovare la felicità diventa per me capirla. Capire cos'è che rende felici, ergo capire il senso della vita. Buona fortuna a me.

Al posto che dedicare come faccio solitamente l'articolo a un tema specifico, a un tassello specifico del mosaico, voglio fare una raccolta di appunti e di spunti, per dare un'idea sommaria di dove sento di trovarmi ora, in questa ricerca.

Una cosa che da sempre mi pesa è di non avere una precisa relazione interiore con gli avvenimenti dell'attualità, del mondo. Banalizzando e semplificando (pericolosamente, ma correrò il rischio): mi manca un'opinione politica. Io non lo considero un difetto per se, ma se mi contentassi di questa condizione mi sentirei ignobile. Il mio problema principale è che i discorsi politici mi causano una sofferenza quasi fisica, e questo perché moltissimi tra gli argomenti che sento semplicemente non sono logici. È un problema della forma stessa del dibattito (specialmente se è tra più persone, ancora di più se su internet), che semplicemente impedisce una argomentazione di carattere puramente logico di realizzarsi. Un dibattito non è un dialogo. Ed è per questo che non credo mi farò mai un'opinione su un argomento in seguito ad un dibattito in merito.

Se la tua tesi è vera, ma la tua argomentazione è scorretta, non fornisci alcun servizio nella ricerca della verità. Una scoperta che ho fatto recentemente è che le scorrettezze argomentative (cosiddette fallacie) vengono ripetute uguali dalla notte dei tempi (o come minimo dai greci che per primi le hanno documentate), tanto che ogni singolo caso ha persino ottenuto un nome. Così si possono trovare su wikipedia liste intere di fallacie, che sono quantomeno interessanti da scorrere (il meglio sarebbe conoscerle tutte a memoria).

Partendo dall'articolo wikipediano Argument map Ho trovato anche alcuni siti (come Truthmapping, Argumentum, Debategraph, purtroppo tutti in inglese) che cercano di fornire un modello di discussione alternativo ai soliti forum, per i quali vale purtroppo la triste Legge di Godwin.

Accanto al discorso della logica, c'è quello dei giornali. I mezzi pubblici di Zurigo sono cosparsi di giornali gratis, la mattina e la sera, e io mi rifiuto di leggerli. Ci sono più ragioni, ma la principale è che non mi va che sia qualcun altro a decidere quali informazioni siano degne di raggiungermi e quali no. Informarsi dell'attualità è importante. Ma chi dice che ciò debba avvenire per tutti allo stesso modo, e soprattutto nella forma proposta da specifiche case editrici?

Ho già toccato l'argomento media nel mio articolo: Il problema. Il problema è: cos'è l'informazione che è necessario avere. Risposta: quella che serve a prendere una decisione pratica nella propria vita. Ad esempio, sostituirei volentieri sei mesi di notizie aggiornate all'ora sullo svilupparsi dell'epidemia di influenza suina con cinque pagine di prospetto che ne illustrino le cause, gli effetti, i pro e i contro della vaccinazione, e qualche link di approfondimento.

La conclusione a cui ero giunto di fronte a questi quesiti è stata appunto quella di creare un blog, dove avere finalmente lo spazio dove esporre con tutta calma degli argomenti, dove potere anche sbagliare e pian piano costruirmi un'opinione anche grazie a commenti e perfezionamenti di persone che ne sapessero di più.

Temo che non andrà così. La verità è che mi fa paura andare oltre ad un certo limite per quanto riguarda la pubblicazione di opinioni, anche all'interno della cornice del "cum grano salis". Tuttavia, col mio ritmo, mi informo. Attualmente sto cercando di finire il libro sulla Triarticolazione di Rudolf Steiner (come preannunciato nel mio articolo: Una nuova speranza), a cui dedicherò sicuramente un articolo appena sarà il momento.

Sempre in tema politica ho scoperto oggi una serie di video interessanti. Ad esempio la vicenda di Daniele Luttazzi. Informatevi per il web (a parte tutto è anche divertente...), se siete caldi guardate questo video (107 min) che è più serio, ma molto interessante. Un'altra chicca (più in tema qualità di vita) che ho trovato sono alcune interviste a Silvano Agosti, uno di quegli uomini che non capisci se sono folli o saggi, ma che riescono a commuovere la gente attraverso la loro vita. Ci sono fin troppi bei frammenti, basta cercare su youtube. Ne cito uno tra quelli che mi sono rimasti più impressi, intitolato Prendiamoci la vita.

Comments
10:28, Tuesday 08 December 2009
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By Franci

Condivido quasi tutto. Trovo anch'io che la cosa migliore è informarsi in modo mirato, ma non capisco la tua avversione verso i giornali gratis. Chiaro che non tutto quello che c'è scritto è vero, chiaro che fanno una selezione delle notizie, ma riflettono anche l'opinione comune, media, della gente. Se vuoi, quell'opinione che alle "case editrici" o a chi c'è dietro, fa comodo far credere. Trovo che bisogna comunque conoscerla, se non altro per criticarla dopo essersi informati meglio.

Buona serata:-)

16:44, Wednesday 09 December 2009
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By Mairghus

Caro Nick, che dire? Come sempre la tua lettura dell'animo umano ha un non-so-che di filosofico: descrivi quello che io chiamo il principio umano per eccellenza, ovvero la ricerca del proprio scopo.
E quando tu parli di un mosaico da costruire pezzo per pezzo, riferendoti al tuo modo di vivere la vita, secondo me parli dell'intera umanità, anche se c'è chi se ne rende conto e chi no. Ma infine, io penso che lo scopo della vita sia un cane che si morde la coda: lo scopo è giustamente cercare lo scopo.
Penso che si debba essere contro alla ricerca di uno scopo in sé, ma piuttosto di ritagliarsi uno scopo. Battezzo questa filosofia "l'attivismo" :)

Per quanto riguarda il resto: la tua avversione per i giornali gratis faccio anche io fatica a capirla. Leggerli non significa sorbirti le cose che trovi. È anche vero che io grazie ai giornali gratis mi informo a sufficienza per affrontare una giornata: non ho il tempo di entrare in internet al mattino, mentre il giornale sul tram è diventata ormai un'abitudine. Ma almeno sono informato. Posso parlare un po'con i compagni su cosa succede nel mondo. Ed è grazie a questa informazione di base che vengo a sapere di altre info dai miei compagni. Diventa un concatenamento di informazioni che arrivano da diverse fonti. Così, invece di selezionare la fonte, io selezionerei la notizia: "questo è interessante, ma mi sembra poco veritiero", "probabilmente questo e quel fatto sono dovuti a quest'altro", ecc ecc.

Per l'ultima parte non mi esprimo, in quanto non conosco abbastanza questi personaggi da te citati per potermi esprimere "comme il faut". Per ora ti ripasso la palla. Buona notte!

17:12, Friday 11 December 2009
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By Mairghus

Ma non pensi che avendo la chiave ma non le notizie non vai molto più lontano?

07:38, Saturday 12 December 2009
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Avendo la chiave ma non le notizie potrò dedicare il mio tempo a cercare le notizie.

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