Origine e meta dell'essere umano
Published: 09:22, Saturday 31 July 2010
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"Ursprung und Ziel des Menschen" ("Origine e meta dell'essere umano"), questo il titolo altisonante dato ad una raccolta di conferenze pubbliche tenute a Berlino nel 1904-1905 da Rudolf Steiner che ho finito di leggere qualche settimana fa.

Malgrado tutto il tempo da investire nello studio riesco comunque ancora a leggere un poco. Ci ho messo mesi per finire questo libro[1], ma ne è valsa la pena. Raramente ho riempito tanto un libro di punti esclamativi!

Trattandosi di conferenze dedicate ad un pubblico esterno i temi sono molto generali e vari. Steiner parla del compito della teosofia, della visione teosofica dell'essere umano, del suo compito e del suo futuro, del mondo spirituale e dell'evoluzione della Terra, ma anche di personaggi conosciuti come Darwin, Tolstoj, Nietsche, Ibsen.

Ai tempi Steiner faceva ancora parte della società teosofica, per cui è di essa che parla, ma credo che in generale gli argomenti che porta si possano applicare anche alla società antroposofica, fondata da lui quasi 10 anni più tardi.

Una delle questioni affrontate è quella dell'autorità: ammesso che ci sia un mondo spirituale e che questo possa essere esplorato da persone "iniziate": come fanno i comuni mortali a capire quale di queste persone lo è? Ci si può immaginare che due che si dicono "iniziati" formulino due tesi opposte (continua a succedere): come capire chi dice la verità?

Sussiste qui un problema fondamentale. Un problema che a mio parere non ha una soluzione: il comune mortale è costretto a scegliere di credere all'una o all'altra o a nessuna delle parti.

C'è tuttavia un elemento che può portare a vedere il problema con più serenità, e cioè l'osservazione che non funziona così solo nel campo della spiritualità, del metafisico. Il rapporto di ognuno con la scienza funziona in modo totalmente analogo: con ogni risultato scientifico da una parte viene postulata la possibilità di ognuno di ripetere l'esperienza (di diventare iniziato), e dall'altra ci si fida dei rapporti degli scienziati che hanno effettivo accesso alle risorse per crearsela (che sono già iniziati). È chiaro: uno scienziato è più "autorevole" di qualcuno che non ne sa niente. Se più persone riporteranno gli stessi risultati la teoria diventerà più "credibile". Ma non per questo si comincia a parlare di dogmi o di dottrina. È la semplice conditio umana: per andare avanti bisogna fidarsi almeno di qualcuno.

Ciò che Steiner cerca di evidenziare è dunque che similmente la società teosofica è uno spazio dove postulato che ogni essere umano abbia la possibilità di arrivare a "vedere", "ogni testimonianza vale l'altra" (per dirla con parole mie), non c'è dunque una dottrina ufficiale ma una serie di "visioni personali" che se tutto va bene saranno coerenti l'una con l'altra. Afferma inoltre e lo ripeterà anche gli anni a seguire che tutto ciò che racconta deriva direttamente dalle sue personali "ricerche" spirituali[2].

Sempre in tema scienza, interessante è il suo riferimento ad un testo di Darwin stesso che afferma che le sue ricerche portano ad un limite formulando l'ipotesi che ai primi esseri organici la vita sia stata insufflata da un creatore[3], insieme ad un'altra considerazione riguardante il linguaggio, che secondo Darwin non potrebbe mai nascere da sole impressioni sensoriali[4], appunto (qui è di nuovo Steiner che parla) un limite della scienza materialistica/meccanica del mondo, che in futuro dovrà essere estesa ad una scienza della vita, una scienza dell'anima e una scienza dello spirito[5].

Pure legata a Darwin, in questo libro trovo anche una risposta alla domanda: qual è la relazione tra l'antroposofia e l'evoluzionismo? Cerco di riassumere con parole mie di che si tratta (mi si perdonino le imprecisioni): secondo Steiner esiste la reincarnazione del singolo essere umano, ma anche una lenta e lunghissima incarnazione dell'umanità. In altre parole: quando 4 miliardi di anni fa[6] non esisteva ancora la vita sulla Terra, l'essere umano era già presente ma non sul piano fisico. Pian piano si sarebbe poi incarnato, fino a giungere alla forma odierna. Gli animali sarebbero non precursori ma delle degenerazioni dell'essere umano, cioè degli esseri che si sono materializzati prima, più velocemente, fino a raggiungere una forma specializzata[7]. Un argomento interessante del mio ex maestro di biologia al riguardo è il concetto di neotenia[8]: gli esseri umani tra i mammiferi sono i meno specializzati, assomigliano più di ogni altro alla forma originaria, l'embrione, e hanno bisogno dell'educazione più lunga, ed è questa non-specializzazione ad esempio della pianta del piede che ha permesso il cammino eretto e così lo spostamento della faringe grazie alla quale è reso possibile il linguaggio[9]. Insomma i risultati della scienza non vengono negati, è solo l'interpretazione che è un'altra: la parentela con gli animali c'è, ma l'antenato comune è l'essere umano. Un essere umano tuttavia diverso da quello odierno, perché nel frattempo ha deposto parti del suo essere in forma animale[10].

Sempre interessante (e un sempre nuovo esercizio mentale) è leggere delle sue descrizioni del mondo animico e del mondo spirituale, e della strada da percorrere per arrivare a vedere, sviluppando in sé innanzitutto la pazienza, la chiarezza di pensiero, la forza di volontà e la costanza, l'accettazione e soprattutto il costante e attivo plasmare la propria vita, le proprie abitudini, i propri atteggiamenti. Insomma cose che anche senza credere ad una così grande promessa aiutano passo dopo passo ad aumentare la qualità della propria vita, in modo silenzioso, senza travolgere nulla delle proprie attività quotidiane. La cosa più importante per qualcuno che desideri lavorare in questa direzione è che sia "totalmente saldo per quanto riguarda la fase evolutiva in cui si trova ora: dev'essere un essere umano che sa distinguere la fantasia dalla realtà"[11]. Dice anche (e questo può essere un buon consiglio) che è possibile trovare dei maestri, ma che non possono fare altro che dare consigli rispettando la libertà del singolo spirito umano[12], e soprattutto non tramite una relazione di tipo economico che può essere anche pericolosa[13]. Qui come in altri libri sottolinea la sua tesi che la teosofia è nata in questi tempi perché solo ora l'essere umano comune è in grado di conoscere ed affrontare una minima parte dei segreti che da sempre vengono trasmessi in gruppi segreti[13].

Per quanto riguarda invece la meta dell'umanità, vorrei citare direttamente (traduzione mia dal tedesco): "[l'essere umano porterà a termine il suo compito, quando] avrà trasformato tutta la Terra nella sua opera d'arte. Questo è il compito che egli ha per il suo futuro. Finché ci sarà ancora un atomo che l'essere umano non avrà lavorato con le proprie forze, il compito dell'essere umano non sarà terminato"[15]. Resta da dire che questo sarebbe il compito che lo riguarda in questa incarnazione della Terra. Esiste una visione ancora più ampia che finora ho trovato solo in un altro libro[16].

Segue un secondo ciclo di conferenze dedicato a Johann Wolfgang von Goethe e all'interpretazione di alcune fiabe da lui scritte[17][18][19] che assieme al Faust testimonierebbero secondo Steiner che Goethe aveva accesso alle verità spirituali[20]. Più tardi nello stesso ciclo si parla di Friedrich Schiller e delle sue "Lettere sull'educazione estetica dell'uomo"[21], di come tutta la vita di quest'uomo sia stato uno sforzo di autoeducazione[22] e di come ciò si esprima in queste lettere, che Steiner considera di fondamentale importanza. L'uomo estetico è quello che ha "tratto a sé il suo spirito, purificato il sensuale attraverso il bello", trasformato sé stesso e i propri istinti fino ad aver fabbricato per sé l'istinto di fare ciò che l'imperativo categorico chiede[23].

L'ultimo ciclo è un confronto tra la teosofia e le facoltà principali (teologica, giuristica, medica e filosofica - comprendente quella tecnica), e degli impulsi che la teosofia dovrebbe portare in esse. Interessante qui è la tesi che Steiner ripete per tutte le facoltà, e cioè che non è possibile che un essere umano agisca liberamente nel suo campo, se non ha sviluppato la propria intuizione e il proprio pensiero formale-logico, e che ci sono delle questioni, le questioni filosofiche vitali (la peculiarità dell'essere umano, la sua condizione) che andrebbero approfondite in qualsiasi formazione, e che senza questo spessore (che oggi come oggi ognuno deve un po' trovare per sé) un essere umano non potrà veramente agire in modo positivo nella società.[24][25]

Notes and resources
1. Rudolf Steiner, "Ursprung und Ziel des Menschen", Taschenbuchausgabe - Rudolf Steiner Verlag, Dornach/Schweiz
2. "Dasjenige, was in der Theosophischen Gesellschaft von einzelnen vorgetragen wird, ist [...] eine persönliche Anschauung und die Theosophische Gesellschaft soll nichts weiter sein als eine Vereinigung, welche eine Pflegestätte schafft für solche Weltanschauungen, welche in die höheren Gebiete des geistigen Lebens hineinführen", 1., p. 43
3. "Daher ich annehme, dass wahrscheinlich alle organischen Wesen, die jemals auf dieser Erde gelebt, von irgend einer Urform abstammen, welcher das Leben zuerst vom Schöpfer eingehaucht worden ist", Charles Darwin, "Entstehung der Arten", Stuttgart 1860, p. 488, Wikisource
4. 1., p. 109. [cercando online non sono riuscito a trovare la posizione originale della citazione nei testi di Darwin]
5. 1., p. 109
6. Cronologia dell'evoluzione, Wikipedia
7. 1., p. 219
8. Neotenia, Wikipedia
9. Paleolitico, Cronologia
10. 1., p. 241
11. "Immer und immer wieder möchte ich betonen, dass es notwendig ist für denjenigen, der sich heute schon auf diese Stufe emporarbeiten will, dass er völlig fest ist in bezug auf die Entwickelungsstufe der Menschheit, auf der sie jetzt steht: Er muss ein Mensch sein, der Phantastik von Wirklichkeit unterscheiden kann", 1., p. 303 [traduzione mia]
12. 1., p. 187
13. 1., p. 198
14. 1., p. 198
15. "[Der Mensch wird seine Aufgabe] so weit zu Ende führen, sass er die ganze Erde in sein Kunstwerk verwandelt. Das ist die Aufgabe, die der Mensch für die Zukunft hat. So lange noch ein Atom da ist, das der Mensch nicht durchgearbeitet hat mit seinen Kräften, so lange ist die menschliche Aufgabe auf der Erde noch nicht vollendet.", 1., p. 305
16. Rudolf Steiner, Geistige Hierarchien und ihre Wiederspiegelung in der physischen Welt, Taschenbuchausgabe - Rudolf Steiner Verlag, Zehnter Vortrag [consiglio di leggere prima le conferenze precedenti]
17. Johann Wolfgang von Goethe, "Märchen von der grünen Schlange und der grünen Lilie"
18. Johann Wolfgang von Goethe, "Die neue Melusine" in "Wilhelm Meisters Wanderjahre", libro 3, capitolo 6
19. Johann Wolfgang von Goethe, "Der neue Paris" in "Dichtung und Wahrheit", parte 1, libro 2
20. 1. p. 368
21. Friedrich Schiller, "Briefe über die ästhetische Erziehung des Menschen", Wikipedia
22. 1., p. 403
23. 1., p. 404
24. Ps. ho aggiunto oggi la funzionalità delle note al sito - forse ne ho abusato un po' :)
25. Pps. Buon compleanno Svizzera!
Comments
16:08, Sunday 01 August 2010
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By piase

mica male, considerato che eri stressatissimo per via degli esami e della mole di studio...ammiro sempre la tua capacità di tenerti occupato, o nonostante le cose quotidiane da fare, di trovare lo stesso il tempo di riflettere sulle cose, capire ciò che leggi, acquisirlo eccetera...ammetto che un po' ti invidio ;)
mi è piaciuto anche l'articolo precedente!io ho fatto spesso parte delle persone che si sono incavolate con quelle che criticavano l'antroposofia senza la minima idea di cosa parlassero, o incavolandomi persino con persone all'interno dell'antroposofia ;)
ma effettivamente non porta a niente, e un atteggiamento molto più rilassante è proprio quello di lasciar correre...appunto sapendo che comunque, qualsiasi cosa in questo mondo viene contraddetta, criticata eccetera. mah... ora mi godo un po' di vacanza ;) cercando di far chiarezza sui miei problemi più pressanti e terra a terra :p
spero di vederti presto in qualche modo!!

03:29, Sunday 26 September 2010
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By Franci

Finalmente mi sono aggiornata un po' :-)

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