Escursione a Weimar
Published: 03:05, Monday 18 January 2010
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Impressioni della città culturale tedesca.

Vacanze. Non sapevo che fare. Il tempo di ripassare e riassumere le materie del primo semestre si avvicinava, ma volevo prima fare qualcosa, nulla di "epico" come l'estate scorsa, ma almeno realizzare un piccolo progetto per dare un senso a questa ultima vera fase di libertà per i prossimi 5 (?) anni.

Poi si è presentata l'occasione di andare a Karlsruhe a visitare Piace, cosa che mi ha smosso dall'immobilità e dall'apatia. Quando poi Fabio mi ha presentato questo sito, www.couchsurfing.org, ne ho approfittato per prolungare il mio viaggio di qualche giorno per andare a Weimar.

Ecco una rinnovata conferma delle potenzialità di internet! Ecco una nuova sorpresa, che rinforza la mia adorazione per questo mezzo e mi suggerisce che sto veramente studiando una delle materie più eccitanti del nuovo secolo. CouchSurfing è un sito dove ci si può iscrivere e offrire/chiedere un posto per dormire - gratis. Un sistema di references simile a ebay permette di verificare l'affidabilità degli utenti a partire dalle esperienze che altri hanno avuto, e bisogna dire che - probabilmente proprio grazie a questo sistema - di esperienze negative ne succedono ben poche.

Quando ho deciso che volevo andare a Weimar ho fatto la mia richiesta al primo della lista, che si è rivelato subito molto disponibile e mi ha aiutato dall'inizio alla fine. Definitivamente un'esperienza positiva, e una conferma di quell'ideale di collaborazione online (forse il motivo principale per cui sto studiando informatica).

Un'altra invenzione geniale conosciuta proprio prima di partire e che mi ha permesso di viaggiare a bassi costi (rispetto a quelli ben più alti della ferrovia tedesca) è stata www.mitfahrgelegenheit.de, con un principio simile a quello di CouchSurfing ma relativo agli spostamenti in auto. Chi deve fare un viaggio offre un passaggio (non gratis ma facendo pagare una parte della benzina), e così si rende utile ad altre persone. In Germania è ormai parte comune della vita di moltissima gente.

A parte le appassionanti novità informatiche, il viaggio stesso è stato molto interessante. Di Karlsruhe mi ha colpito la disposizione a raggiera delle strade del centro, tutte ad indicare la torre centrale del castello. Molto di più non posso dire, visto che non è per motivi culturali che ho visitato Karlsruhe.

Di Weimar invece non posso dire abbastanza. Per essere una delle principali città culturali tedesche, maggiormente conosciuta per essere il luogo dove tra i tanti vissero e operarono Goethe e Schiller, è incredibilmente modesta.

Il mio interesse per Goethe deriva da diversi fatti: ho avuto una serie di lezioni dedicate al Faust, mi sono interessato brevemente alla sua teoria dei colori, ho letto la sua fiaba per il mio lavoro di ricerca, ho letto Die Leiden des jungen Werthers, e infine so che Rudolf Steiner ha dedicato alcuni libri a questo grande della cultura tedesca e della cultura in generale.

Ho visitato diversi musei, avuto diverse impressioni. Fiabesca l'immagine del "Gartenhaus" di Goethe, la sua casa nel parco innevato di Weimar (di cui ho fatto un disegno). Sono stato anche a teatro, a vedere "Don Karlos, Infant von Spanien". Ho comprato un DVD della versione integrale del Faust interpretata da Bruno Ganz. 21 ore! Me la sto guardando a pezzettini.

Ancora non so spiegarmi perché si fanno visite culturali. Razionalmente, mi dico, basterebbe leggere le opere, studiare le biografie, al più guardare delle fotografie o un documentario. A che pro vedere la penna con cui un'opera è stata scritta? Con che scopo visitare un museo quando le informazioni che si cercano si trovano online, casomai in un libro - e anche più approfondite?

Eppure, forse, un senso queste visite ce l'hanno. I luoghi si radicano nell'inconscio e lì operano. L'incontro con il luogo è insufficiente per conoscere l'opera, ma è fondamentale, nella sua intensità, per conoscere l'umanità dell'autore. Anche loro, anche i grandi come me e te, dovevano trovare il modo di sopravvivere, dovevano porsi nella società, camminavano da mortali sulla stessa Terra. Questa realtà colpisce con grande intensità quando si incontra il luogo con interesse, e crea un forte contrasto con l'eternità dell'opera di cui normalmente si percepisce soltanto astrattamente il valore ideale. Vivere questo contrasto oggi è importante, perché le grandi cose, da 2010 anni a questa parte, non sono più fatte per essere date dall'alto. Io soffro la condizione umana e mi lamento. Lui soffriva la condizione umana e ha scritto il Faust. Per rendere ancora più chiaro ciò che intendo, cito una lettera di Schiller, dove descrive la sua felicità per aver finalmente trovato i finanziamenti per dedicare la sua vita alla creazione culturale:

"... ich muß Dir meine Freude mittheilen, lieber Körner. Das, wonach ich mich schon so lange ich lebe auf’s Feurigste gesehnt habe, wird jetzt erfüllt. Ich bin auf lange, vielleicht auf immer aller Sorgen los; ich habe die längst gewünschte Unabhängigkeit des Geistes ... Ich habe die nahe Aussicht, mich ganz zu arrangieren, meine Schulden zu tilgen und, unabhängig von Nahrungssorgen, ganz den Entwürfen meines Geistes zu leben. Ich habe endlich einmal Muße zu lernen und zu sammeln, und für die Ewigkeit zu arbeiten."

Schiller an Körner, 13.12.1791

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