Qual è la missione di internet, il suo scopo in questa età, e quali sono invece le sue perversioni, e le sue deviazioni, che invece di favorire un progresso positivo, provocano un regresso, un'atrofizzazione delle potenzialità umane?
Mi immagino come in futuro, in un lontano futuro, internet non sarà più necessario. Così come un governo, delle leggi, non saranno più necessari: l'uomo [http://de.wikipedia.org/wiki/Über_die_ästhetische_Erziehung_des_Menschen|estetico] (schilleriano) seguirà la propria intuizione, la propria coscienza, che sarà allargata alle altre persone, a tutta la Terra, senza bisogno di connessioni artificiali.
La domanda però è: oggi, nei nostri tempi, come agire, quali impulsi portare, come trasformare la rete e come usarla di modo che il suo sviluppo accompagni, supporti invece che impedire o sostituirsi allo sviluppo interiore degli esseri umani?
Questa è una domanda seria, e non bastano banali speculazioni né estremismi per fornire un'impostazione interiore, un atteggiamento soddisfacente e non conflittuoso verso questo mezzo straordinario.
Io, pur essendomi fatto dei pensieri al riguardo, sono ben lontano dall'avere una risposta tale, e perciò il mio rapporto con internet, con l'informatica è travagliato, mutevole. Sono tuttavia disposto a fare la mia parte, sia pure solo quella di intermediario. Si tratti pure solo di studiare il fenomeno e documentare ciò che incontro, e riportare, se ce ne sono, delle risposte. Perché lo so: non sono solo in questa ricerca. Là fuori ci sono altre persone che si fanno queste domande e che si impegnano attivamente, sperimentando nuove idee e possibilità di questo spazio fertile. E continuo a trovare casi nuovi, unici (vedi ad esempio tra i miei più recenti incontri Treehugger, Kickstart, Kickstarter).
Bisognerà dunque guardarsi attorno con sguardo critico, auscultare e non lasciarsi travolgere dalla marea di impulsi, di possibilità che la rete offre. Chiedersi: "ma in fondo a cos'è che deve servirmi? Che cos'è l'essenziale?"
La conclusione a cui ero arrivato qualche anno fa è che lo scopo nascosto (quello palese è lo scambio di informazioni) della rete è di rendere possibile la collaborazione tra persone che hanno le stesse idee. Vedendola così, la rete smette di essere quel mondo virtuale che si sostituisce a quello reale rovinandolo, e rovinando noi che ne facciamo parte (lo sottolineo per convincermi che non sono un profilo, che la mia bocca non è rettangolare e che il mio centro del piacere non è la barra delle notifiche). No, vista così la rete diventa un tramite, un corridoio che unisce virtualmente gli sforzi e li potenzia, sforzi che però vanno a trasformare il mondo reale, dove viviamo e vogliamo vivere.
Insomma, paradossalmente, bisogna usare internet di modo che ci sia meno bisogno di usare internet. L'internet ideale è quello dove ti connetti e dopo un minuto hai un tale impulso all'azione che devi spegnere tutto e uscire di casa.
Ho scritto sul mio blog una http://mairghus.altervista.org/?p=146">risposta al tuo articolo.
Dimenticavo! Ricollegandomi all'altro articolo che hai scritto: nel mio piccolo ho cominciato a fare qualcosa per il bene comune. è simile al lavoro che Paolo Attivissimo compie in grande: sbugiardare appena trovo catene e mail sospetti; correggere errori grandi come case detti da persone autorevoli ma nulla più.
Impedire all'ignoranza di dilagare nel mio entourage. Pensateci. Prima di pensare al mondo, pensiamo ai suoi abitanti.