"una lattina di fagioli al pomodoQUella che tu chiami", in realtà non è altro che il pasto più famoso dell'esercito: il chili con carne!
Mi scuso per il ritardo. Ho avuto alcuni impegni, nel frattempo abito di nuovo a casa per il pratico (verrete aggiornati anche su questo, presto, spero). Ma non preoccupatevi, non vi abbandono, se ci sono ritardi è sempre per un motivo. Buona lettura!
Come sempre, alcune cose ormai di routine, e alcune novità. Ho avuto ancora una sessione di guardia, ho fatto il secondo test sanitario, più indirizzato sull'assistenza, e abbiamo ancora esercitato i bendaggi e la scuola sezione.
Abbiamo mangiato due volte in gamella, con la novità che ci siamo scaldati da soli il pranzo: la prima volta una lattina di fagioli al pomodoro, la seconda una lattina di carne al curry. Non che sia cibo di quella gran qualità, ma mi sono divertito. Abbiamo usato una specie di fornello che consiste in una lattina piena di gel che si può accendere, più un supporto.
Studien haben bewiesen, dass die Sterblichkeit Verletzter wesentlich gesenkt werden kann, wenn die Erstverorgung innerhalb einer Stunde erfolg, direkt am Ort des Ereignisses, noch vor einem Transport. In dieser "goldenen Stunde wird der Patient geborgen, beurteilt, versorgt und transportfähig gemacht
Da un articolo sulla San Schule RS 42 di "Schweizer Soldat", una rivista che gira per i luoghi dell'esercito, un giornalino interessante, anche se a volte un po' falso.
L'impiego del soldato sanitario è più o meno il seguente: esiste una postazione sanitaria, fatta da alcuni container messi a forma di croce, suddivisa in sezioni funzionali come ad es. la zona in cui si determina lo stato del paziente o quella in cui si fanno interventi d'urgenza (occupata da almeno un medico). Riguardo a questa postazione sanitaria non sappiamo ancora nulla. Esiste però anche la pattuglia sanitaria, composta da un gruppo di soldati muniti di barella, sacco sanitario con apparecchi, bendaggi ecc. La pattuglia va in cerca di feriti e li porta alla postazione, applicando misure prime e difendendoli da eventuali attacchi. Di questo tipo di impiego abbiamo avuto un assaggio, nel cosiddetto percorso "top san", che gli svizzeri han copiato dagli americani. Questo percorso, da fare in 4 con barella e paziente, comprende diversi ostacoli, ed è molto faticoso, specialmente dove bisogna strisciare e trascinare la barella con sè, o dove bisogna alzare la barella sopra la propria testa: se cede uno, tutti gli altri si trovano a sorreggere la barella con la testa - e il paziente si trova con la schiena rotta... L'abbiamo fatto qualche volta di fila, è stata la cosa più faticosa della settimana. Un assaggino - si può dire - di quel che sarà la VBA (Verbandsausbildung - le 5 settimane dopo il pratico, le ultime della scuola reclute, insomma).
Molto soddisfacente è scoprire i progressi del proprio corpo: Lo noto soprattutto nelle braccia. I muscoli della schiena mi fanno meno male. Si è formato il gruppetto di quelli che la sera fanno flessioni, addominali e altre cose. Io partecipo, al mio livello. Spero di trovare la volontà di continuare.
Un appuntato capo ci ha abbandonati alla fine di questa settimana per passare ad ulteriori settimane di formazione alla condotta. Era quello che le prime settimane per alcuni atteggiamenti mi dava sui nervi. Nel frattempo invece era diventato davvero simpatico, imparando ad essere duro quando ce n'era bisogno, simpatico quando si poteva, e pronto al dialogo ogni volta che ce ne fosse la possibilità. Secondo me è stato in grado di interpretare bene il ruolo che gli è stato dato (imposto, in parte). Alla fine ci ha dato il permesso di dargli del tu, e la sua età è subito calata. Ha detto che ha trovato anche grazie a noi l'entusiasmo di lavorare.
Voglio discutere una problematica determinata da due valori che durante il militare diventano contrastanti. Il primo valore è sapere dire di no, più precisamente sapere valutare se si è in grado di svolgere un compito assegnato, ed avere il coraggio di rifiutarsi nel caso non fosse così. Il secondo è volere scoprire i propri limiti. Andare alla ricerca dei propri limiti significa non conoscerli, cioè non essere in grado di dire a priori dove questi si trovano. Uno spinge, spinge fino a che non ce la fa più, non fino a quando "crede" di non farcela più, cioè sopporta. Quando qualcuno ti dà degli ordini, la faccenda si fa complicata: se tu, seguendo i suoi ordini, decidi che hai raggiunto il limite e da lì non ti muovi, mantieni forse l'"onore", ma non hai veramente scoperto il tuo limite. Altra cosa è continuare a camminare finché cadi per terra, finché realmente non va più, insomma quando è il corpo o la mente a cedere, e in questo caso si, "perdi l'onore": qualcuno ti ha detto di fare una cosa, hai tentato di farla, e non ci sei riuscito. Suona meglio avere previsto il fallimento ed essersi rifiutati. Tuttavia, secondo me solo nel caso in cui ci provi impari qualcosa - utile a te, non a quello che ti ha dato l'ordine. È un po' per questo che a volte degli ordini che fanno scandalizzare qualcun altro, duri, forse persino ingiusti, non mi provocano reazioni moralistiche: l'ordine in sé non può ferirmi, e qualsiasi ordine, giusto o no, mi aiuta a capire fino a che punto posso arrivare. Chiaramente non parlo di ordini umilianti, o del caso in cui vedo del pericolo o in cui sono effettivamente in grado di giudicare che non sono in grado, e che sarebbe dunque inutile o forse anche dannoso se cercassi di eseguirlo. In ogni caso penso che a volte la gente si organizzi contro un'ingiustizia e dia contro ad una persona non tanto per l'ingiustizia in sé, quanto perché magari non si ha voglia, o si trova antipatica la persona in questone. Non voglio mettere degli esempi concreti perché penso che queste riflessioni possano avere valenza in situazioni anche estranee al sistema militare, benché chiaramente una gerarchia dia più facilmente e ad ogni livello origine a fenomeni simili.
per una volta sono il primo nick ghgh!!!
Secondo me eseguire un ordine e non riuscirci per via di aver raggiunto il proprio limite non è affatto umiliante, anzi semmai è il contrario. È forse più umiliante rifiutarsi di eseguire un ordine, motivandolo con l'avvenuto raggiungimento di un limite, e poi vedere che tutti gli altri ce la fanno tranquillamente, piuttosto che provarci comunque, dimostrare di avere la presenza di spirito di accettare la sfida ed andare avanti fino al cedimento. In fondo siete sempre esseri umani, non automi, e credo sia assolutamente normale che raggiunto un limite si fallisca, non ci vedo niente di umiliante!!
ciao nick stammi bene!