Scuola reclute, nona settimana
Published: 10:40, Sunday 07 September 2008
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Si conclude con la nona settimana una prima fase del mio servizio militare. Seguiranno 4 settimane di pratico in un istituto (una fortuna dei soldati sanitari), alla fine delle quali passerò dal non-grado di recluta a quello infimo di soldato. La SR si concluderà con 5 settimane di VBA, e tutto il resto sarà servizio di ferma continua, corrispondente ai corsi rip dei soldati normali.

Anche questa settimana non è stata completa: già venerdì alle 11:00 siamo stati congedati.

Ho cominciato, lunedì, abbastanza svogliato: alzarmi, avendo già una precisa immagine dell'andamento della giornata, senza nessuna novità prevista, non provvedeva certo a risvegliare il mio entusiasmo. Abbiamo fatto scuola sezione, sport, e pulito la caserma in vista dell'ispezione del mercoledì. Una gran noia, bisogna dire, ho passato una giornata a lottare contro il sonno. Eppure qualche sorpresa c'è stata. Ci sono stati forniti i dati riguardanti il nostro stage. Innanzitutto qualche informazione generale: gli stages durano ufficialmente dal 1 al 26 settembre, in un ospedale o ospizio, con due giorni di libero a settimana. Bisogna presentarsi alla réception dell'istituto alle 10:00 del primo giorno in tenuta d'uscita, muniti di calzature (scarpe da ginnastica) per l'interno e di un foglio firmato da consegnare al segretariato:

Il/la sottoscritto/a conferma di aver ricevuto l'informazione in merito al segreto professionale, di aver partecipato all'istruzione su questo argomento e s'impegna a non fornire informazioni riguardanti i pazienti a persone non autorizzate.
Esistono tre possibilità di alloggio, durante il pratico: nell'istituto, a casa, oppure in una caserma vicina all'istituto. La soluzione di preferenza è l'alloggio in un domicilio privato, che costa meno all'esercito e conviene anche alla recluta. Non tutti però abitano vicino ad un istituto. Per questo sono previste le altre due possibilità, a dipendenza dell'offerta. L'alloggio in caserma è l'ulltima spiaggia, e in Ticino fortunatamente non è necessario. E ora veniamo a me. Io ho la fortuna di lavorare alla casa per anziani San Carlo, a Locarno, e quindi di potere dormire a casa.

Altra sorpresa del lunedì sera + martedì quasi tutto il giorno: sono stato scelto, assieme ad altri 5 della mia sezione, per andare giù alla Bedrina per aiutare a preparare una sala per un aperitivo a cui hanno partecipato diversi alti gradi, svizzeri e di altri paesi, oltre ad alcuni giornalisti. L'evento ha occupato persino un trafiletto dei tre maggiori giornali ticinesi (edizione del mercoledì), che mi sono accuratamente ritagliato. È stato interessante aiutare in cucina, e il risultato è stato professionale ed entusiasmante, soprattutto per un profano come me.

Mercoledì il grande stress: la temuta ispezione a livello di compagnia. Una mattinata per sbrigare gli ultimi preparativi. Poi un paio d'ore di ispezione, e infine tutti giù ad Airolo a ubriacarsi. Ad ispezionarci è stato il colonnello Moser. L'ispezione è cominciata con una presentazione a livello di compagnia: tutti in due ranghi sull'attenti per almeno 10 min. Poi scuola sezione: tutta una sequenza ormai imparata a memoria di figure, ordini, posizioni, comprendente 1 e 2 ranghi, 2 e 4 colonne, marcia, e "Zum Definieren!"... Poi ogni sezione è stata ispezionata su un tema - non su quello che aveva preparato: noi avremmo dovuto avere sparo e manipolazioni col fucile, ci è toccato invece soccorso sanitario, che ci è andato +o- bene, a parte una grande ignoranza sul decubito laterale, servizio di parco del fucile, e tecniche di protezione NBC, che sono stati oggetto di disputa a causa di opinioni divergenti tra istruttori ed ispettori riguardanti il giusto modo di operare. A conclusione dell'ispezione il colonnello Moser ci ha disposti in un grande "Daher" e ci ha dato la sua valutazione del lavoro svolto, spiegando che aveva "mischiato le carte" perché preferiva dei risultati "sinceri".

Il giovedì ancora pulizia e consegna materiale, più un paio d'ore di istruzione sulla VBA con un maggiore ticinese. Il processo di consegna è stato lungo, ripetitivo e noioso: 5 volte abbiamo ricontrollato tutto il materiale, attraverso le varie fasi della procedura: qualche giorno prima, da soli, di nuovo per mettere le cose sul letto, di nuovo per metterle nel sacco, ancora a livello di sezione sulla piazza d'appello, e infine a livello di compagnia per la consegna vera e propria. Una cosa inutile, pensando poi che dopo il pratico torneremo tutti a ritirare la medesima roba.

E venerdì a casa, con tutto il materiale personale, fucile compreso. Mi fa impressione l'idea di arrivare a casa col fucile addosso... Almeno non dovrò più pulirlo per quattro settimane.

Dato che il tema dei prossimi post sarà di tutt'altra natura (lo stage all'ospizio) faccio una piccola retrovisione, elencando alcune delle forme, abitudini e convenzioni militari, alle quali si finisce per non prestare più alcuna attenzione, che diventano "normali", in quel contesto, seppure sarebbero strane nella vita civile.
  • "Presente!" oppure il tanto divertente "Hier!" ("Hi!"), da dire ogni volta che viene pronunciato il tuo cognome, anche in mezzo al discorso, anche se non ti si chiama. Entra tanto nelle ossa che ce lo si dice anche quando ci si chiama tra camerati.
  • Ho già parlato del saluto, o dell'annuncio militare, che ha la seguente forma: se voglio parlare con un primo tenente (dunque una persona con un grado più alto del mio), devo avvicinarmi, dalla posizione di riposo passare all'attenti, fare il saluto con la mano destra e dire "Primo tenente, recluta Marcacci Rossi", e poi aspettare l'ordine di riposo per poter parlare. Per congedarmi devo tornare all'attenti, "parto", saluto con la mano, riposo e andarmene. Questa forma del saluto è piuttosto rara, devo dire: viene utilizzata nelle ispezioni personali, o quando si entra in un ufficio (dove bisogna beccare il grado più alto presente). Durante una lezione di teoria invece si parla solo, senza fare il resto, mentre se è la persona di riferimento a darti la parola, usando il tuo cognome, basta dire "presente" come al solito.
  • L'annuncio di combattimento invece, quello si che è una realtà quotidiana: ogni tre respiri ti capita di fare un annuncio di combattimento... Anche questo l'avevo già spiegato in un post: in pratica è il saluto dei gruppi a quadri di passaggio, può avere diverse forme a dipendenza del tipo di gruppo in cui ci si trova, e di solito è la persona davanti a destra a farlo. Ci sono tre tipi principali di gruppi: la sezione (allora si dice "Sezione cognomecaposezione, compagnia y"), il gruppo vero e proprio ("Gruppo cognomecapogruppo, sezione cognomecaposezione, compagnia y"), oppure il distaccamento, cioè un insieme di persone che hanno qualcosa in comune (ad es. "distaccamento ticinesi", o "distaccamento fassmanschaft", o "distaccamento pausa sigaretta"...), e infine ci sono le "reclute sanitarie, sezione x, compagnia y", o la "recluta sanitaria...". A volte capita che si è in tre a fare l'annuncio contemporaneamente, magari in più lingue, perché si pensa che il responsabile si sarebbe scordato. Le ultime settimane tutti bofonchiavano qualsiasi cosa, pur di far sentire al quadro di averci pensato.
  • Il programma della settimana si chiama picasso, chissà perché? Forse perché è sempre bello colorato e illeggibile...
  • Il 6.5 è un formulario che si usa per delle comunicazioni ufficiali. Viene usato molto, specie quando saltano fuori casini. Non è mai bello quando ti obbligano a scrivere un "sei punto cinque" per giustificare qualche scemata che hai fatto.
  • La via gerarchica è una gran noia, specialmente quando sai già di avere delle questioni che soltanto quella persona può risolverti. Invece è così che deve funzionare: se hai una domanda, un'informazione, la passi al capogruppo, che la passa al caposezione che la passa al comandante di compagnia e via così.
  • I militari vanno matti per le sigle, un po' ve ne sarete già accorti. Qualche esempio? AV, HV, ABF, IVP, KÄSCHU, MUSCHI, VBA, SAN, TOP SAN, CNK 420, FASS 90, ABC, NBC, LESOMA, e chi più ne ha più ne metta.
  • L'ordine di tasca viene controllato davvero spesso: praticamente ogni giorno ci chiedevano di mostrare qualche oggetto.
  • La Einheitlichkeit è una cosa a cui si tiene molto, nell'esercito: volete tirare su le maniche? Fatelo tutti. Volete appoggiare lo zaino? Tutti in fila ed allo stesso modo (il cosiddetto "Mat dépot"). Tutto uguale, o non si fà, tutto uguale, o si rifà.
  • I ruoli dei superiori: ho notato che tutti tendono a essere duri all'inizio, per poi allentare le corde quando le cose funzionano. Per il resto un po' l'ho già detto, i capigruppi finiscono per essere dei compagni, pressati dall'alto e dal basso ma alla fine simpatici. I capi sezione invece sembra vengano istruiti ad essere distanti, anzi piuttosto stronzi, se si può dire, nei confronti delle reclute. Insomma devono fare i duri istruttori, tutt'altro che degli amici. Questo tipo di approccio secondo me è discutibile: esistono altri modi per farsi rispettare. Ma d'altra parte:
  • "L'esercito è diventato uno scout club", questo è quello che si sente dire molto. Non ho alcun dubbio che l'esercito sia di gran lunga meno duro di come fosse una volta. Un miglioramento? Un peggioramento? Ancora non sono convinto che l'esercito, così com'è ora, sia necessario. Una cosa sicuramente positiva dell'esercito di milizia (spero sia il termine giusto), al contrario di quello professionistico, come lo si vede in molte altre nazioni, è che il nostro modello favorisce enormemente la discussione: ogni maschio svizzero deve confrontarsi almeno una volta nella sua vita con questo tema, e soprattutto durante il servizio non ho visto passare un giorno senza che una persona cercasse di formulare un giudizio sull'esercito. La verità è che è una questione complessa, e che probabilmente ha una soluzione complessa. Si tratta, come ha detto una persona una volta parlando di un altro tema politico, di "aggiustare un treno mentre sta andando". In ogni caso io so cosa voterò prossimamente, riguardo alle armi in casa.
  • Il motto dell'esercito: "Correre per aspettare" (liberamente citato dal sito http://www.ulyxes.com, un altro blog sull'esperienza militare in Svizzera).
  • Il nostro motto? Bartola!
Per concludere, ecco una dedica alla mia sezione (spero di essermi ricordato tutti):

Eros ad Ascona, quando incontro un amico. "Ciao, come Steiger? Hai fatto un buon viaggio da Bernascona? Dai vieni che ti offro da bere" "Ma no! Vengo Von Wil! Pago io!" "Ma si usano i franchi, mica quei Marcacci lì, ti se propi diventà un Schüsciawimperli!" "Eh, ormai ho fatto la San Schuler"
Discutevamo allegramente, avevamo comandato due Enechenberger e un Kneuburger, quando ad un tratto salta un Gatti Imperiali fuori dalla Foresti, e comincia a Piccardi e Piccardi! Io mi spavento, scappo come un saltaMàrtin, e urlo 2Ma vacagatti, Maningold!". Il mio amico invece, come un Keller professionista, si difende, mette la Corazza, tira fuori la Schaubola corre a zig Azàk, è una cosa incredibile, Zollinger di terra da tutte le parti, su e giù, di Le e de Ry, e alla fine colpisce! Il Gatti non si muove, è in Härtel. Il mio amico ha vinto, però è tutto ferito, si tiene la testa, urla "Madonna! Madonna! My face! My face! È piena di tagli Rossolini!" io gli dico: "Eh si, ti sono esplosi tutti i tuoi BruhnFolini, sono proprio Rossetti, e Belli untoni. Cià che te li Incerutto" ma lui, da vero soldato: "Mi, a Menefreghelli, taant i è Già Nett!"

Comments
19:10, Sunday 16 August 2009
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By piase

AHahahhaah che drogati!!!!!!!
alura com'è pulire il **** agli anziani???sei ancora indietro con i post!!
ciuss

19:10, Sunday 16 August 2009
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By Mätt

La dedica alla sezione è degna di quel malato di mente che si fa chiamare Marcacci(-)Rossi:P
geniale, mi ricorda il gramelot di Dario Fo nel Mistero Buffo!!

Grande Nick!!!!!

19:10, Sunday 16 August 2009
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By soldato Bellantoni

Vedo che hai migliorato la storiella, però per i profani non ü meglio mettere tra parentesi o alla fine i cognomi originali?

Comunque grandissimo, ci vediamo alla festa sabato!

19:10, Sunday 16 August 2009
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Grazie dei commenti gente! Forse è meglio se mi abituo a rispondere, almeno stimola la discussione. Non scrivo i nomi per motivi di riservatezza: magari non sarebbero tutti d'accordo. Ciao Luca

19:10, Sunday 16 August 2009
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By TOmMA camerata tuo

Manca molta gente.. tanto per cominciare, il sottoscrito -.-
poi non citi bellantoni, hartel, hartmann, müller. Cmq bella la storia. Ah, una cosa... all'ispezione, per la presentazione della compagnia, siamo stati in piedi per almeno una mezz'oretta...

19:10, Sunday 16 August 2009
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By Nick

Leggi bene, Bellantoni e Härtel ci sono. E com'è che parafraseresti Tomasini?

19:10, Sunday 16 August 2009
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By Sera

Ciao Nick, davvero bella la storiella finale comlplimenti. Dopo tutto il buon umore non ti è passato completamente stando sempre al militare...

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