bravo, bella riflessione;) ho apprezzato particolarmente la pronta e sottile auto-analisi psicologica. Sono contento che ti trovi bene, significa (essendo tu partito con aspettative abbastanza negative) che sei di mente aperta e sai accettare ciò che ti capita...
facci sapere di più appena puoi.
A proposito, il Luca è indeciso se fare servizio civile o militare (per convinzione vuole fare servizioe civile, ma ha paura di perdere "qualcosa" non facendo militare). Forse a questo punto sei la persona più adatta per dargli consigli;) io non ho detto niente:P
E la prima settimana è già passata. Quante cose, quante impressioni, quante riflessioni... Questi cinque giorni benché faticosi sono stati decisamente interessanti, e non sono mancati anche momenti di divertimento in compagnia. Al contrario di tutte le mie aspettative la mia impressione iniziale è stata positiva. Devo dire che la faccenda non è ancora diventata troppo fisica. Si sta molto in piedi, si fanno alcune sessioni di venti-trenta flessioni al giorno, e ci si sposta generalmente di corsa. Nulla di insopportabile: i primi due giorni a stare in piedi così mi facevano male schiena e gambe, ma noto come gradualmente questi dolori spariscano. Dal punto di vista psicologico invece ci sarebbero così tante cose da dire che dovrei passare tutta la domenica a scrivere. Infatti ho preso un diarietto (moleskine), e in diversi momenti della giornata (soprattutto sotto la coperta dopo che le luci erano state spente) scrivevo quello che capitava e i miei pensieri al riguardo. Ho già riempito molte pagine di quel diarietto. Spero di trovare la volontà di continuare a scrivere per tutto il tempo del servizio militare, o se non altro per tutto il tempo in cui avrò qualcosa da dire. Chiaramente non posso scrivere tutto qui, dato che in parte sono cose personali, e in parte sarebbe sicuramente proibito per me riferirle. Un riassunto generale e qualche passaggio posso sicuramente inserirli.
Proprio prima di partire ho trovato e mi sono letto tutto un blog di un ragazzo che esattamente come me ha finito (un anno fa) il liceo di Locarno ed è partito per il militare e ha deciso di riferire la sua esperienza. È già stato utile per me per farmi un'idea di quello che sarebbero state le prime settimane. Lascio qui il link per chi fosse interessato: http://www.ulyxes.ch/
Durante i primi giorni aspettavo continuamente il momento in cui per la prima volta nella mia vita un perfetto sconosciuto mi avrebbe urlato in faccia. Non è ancora successo...
Il primo giorno molte code: coda per riempire i formulari, coda per andare in pausa, coda per le vaccinazioni... Gli spostamenti tutti in fila per 2 di corsa. Ci hanno insegnato il saluto, e dato la lista dei gradi da imparare (24). Già da subito mi sono trovato in pieno in lavori di traduzione, dato che conosco sia il tedesco che l'italiano che il francese, e dato che su al Motto Bartolla noi ticinesi siamo la minoranza...
È incredibile quanto sia facile sbagliare a compilare un formulario, e il primo giorno ce n'erano un sacco da compilare... Che stress quando mi sono accorto di avere fatto un errore. Ho cercato in tutti i modi di correggerlo, e veniva uno schifo... Che scena comica, soprattutto pensando che avrei semplicemente potuto chiedere un foglio nuovo. Non ce l'avevano mica detto!
Ho notato subito che le istruzioni sono molto basate su elenchi e power point. Proprio il tipo di apprendimento che non mi piace e che mi riesce difficile: la memoria nozionistica per me è un grande problema, e devo veramente trovare un modo per ricordarmi le liste di cose la prima volta che me le dicono. Qualche nozione di mnemotecnica è sicuramente utile, ma non sono capace ad applicarle sull'istante, e il fatto è che le cose te le dicono una volta sola e dopo devi saperle (vedi l'ordine di tasca, cioè tutti gli oggetti che devono sempre essere sull'uomo).
La sera bisognava stare diversi minuti davanti al letto, aspettando che contassero tutti e verificassero le presenze eccetera. Come detto questo mi procurava dei problemi all'inizio, ma mi sto abituando sempre di più.
Ho sudato freddo praticamente tutte le notti. Sognavo cose confuse, legate a quello che si faceva durante il giorno, mi svegliavo con l'impressione di stare sbagliando qualcosa. Quella, a proposito, era una sensazione costante, di sottofondo. Dato che per ogni cosa c'è una regola, e i quadri non mancano di dirtela, è tuo dovere poi rispettarla. Io non mi sento per niente una persona ribelle, e nel mio caso il problema è la mia testa... Caratterialmente sono spesso per aria, dimentico le cose, e tirarmi assieme è uno sforzo continuo. Questo sottile stress continuo è stata forse la cosa più stancante della settimana. E io questa settimana di errori ne ho fatti tanti, anche se non con conseguenze gravi (al massimo dovere ripetere un test, o dovere correre a prendere quello che avevo dimenticato).
La cucina: bisogna dire che almeno dove sono io non è per niente vero che si mangia male. Anzi, tutte le sezioni si sono complimentate con i cuochi (che sono quelli che lavorano più ore di tutta la compagnia) per il loro lavoro. Io sono sicuramente contento, anche perché ora mangio in modo più regolare di prima, e non posso chiedere di meglio.
Martedì è stata la giornata più lunga: fino all'una di notte a mettere a posto la camera. Ogni tanto passavano a controllare, e se c'era un elmo storto, una coperta girata al contrario o altro, dicevano che non andava bene e tornavano mezz'ora dopo. In ogni caso una volta imparato come fare e lo facevamo bene ce lo dicevano anche, e anche questa è una cosa che del militare non mi aspettavo: non sono semplicemente stronzi, ma quando si lavora bene la situazione si rilassa anche. Infatti così è stato da mercoledì a venerdì, dove si era anche soddisfatti, e ho notato una strana euforia generale. Alcuni arrivavano persino a dire: in fondo non sono così cattivi. Io aspetto ancora.
Chiaramente l'attività principale delle prime giornate era la raccolta del materiale e imparare a metterlo via e prepararlo nel modo giusto. La prima volta che mi sono visto con la divisa militare con tanto di fucile mi sono sentito un po' male. Ma che mi viene in mente? Che sto facendo? Non dovrei essere qui. E anche questa è una sensazione tra quelle che stancano, e che in fondo non mi abbandona. Tutto sommato come spiegherò anche in seguito, il militare a primo impatto non mi dispiace. Ma tutto un altro discoro è: si tratta di una cosa giusta? Anche questo è un discorso che va fatto, per cui comunque durante questa settimana ho raccolto nuovi elementi (bisogna infatti notare che la posizione della Svizzera e le funzioni del suo esercito sono del tutto particolari).
I trasporti, anche quelli un'esperienza: tutti in fila per quattro, seduti ammucchiati nel retro dei camion... Abbiamo fatto viaggi brevi, per ora, come Motto-Bedrina, o Motto-Ambrì. Nulla di insopportabile neanche lì. Io approfittavo di quei momenti per scrivere (sono le pagine scritte peggio del mio diario).
Mercoledì ho fatto parte della "Fassmannschaft", o compagnia di galba. Gli aiuto cucina insomma. Le pause in questo modo erano ancora più brevi, ma almeno mangiavamo prima degli altri, e il primo giorno non ho dovuto pulirmi io gli scarponi, una cosa noiosa che ormai dovremo fare tutti i giorni (per fortuna per ora non li abbiamo sporcati granché).
Ho girato con le fiacche tutta la settimana perché avendo dimenticato le scarpe da ginnastica ho usate quelle del Tomma che gentilmente me le ha prestate. Solo che queste erano di un numero troppo piccole. Ringrazio chi mi ha consigliato di portare i cerotti per le fiacche che sono geniali. Infatti le ho sentite poco o niente, anch andando in giro con gli scarponi.
Mercoledì, dopo aver dormito tre ore e mezza, tutta una giornata di teoria. E come non addormentarsi? Infatti sono abbioccato diverse volte. Ma non ero l'unico, e per fortuna ci pensavano i commilitoni a svegliarmi quando il quadro passava vicino...
Difficile nel mio caso è dovermi abituare alla situazione di avere più cose in una volta di quelle che è possibile fare. Difficile per chi caratterialmente vorrebbe fare tutto subito e bene. Ma alla fine sembra tutto un gioco. Serio, ma un gioco. Incazzature eccetera, giocano molto sui sentimenti, creando un sistema mentale in cui tutto quello che finisci per volere è fare bene, meglio, il che porta alla competizione tra sezioni, e l'unica direzione in cui puoi volere puntare è l'alto.
Mi sa che per l'eeepc non ci sarà proprio tempo. Anche non ho letto. La mia priorità comunque è potere continuare a scrivere.
Camerateria: è una cosa geniale, che non avevo mai vista prima. È bellissimo vedere come ci si aiuta a vicenda, come si socializza in poco tempo, si ride e si scherza
I quadri: anche qui molto differentemente da quello che mi aspettavo, ho trovato persone più interessanti più alto era il loro grado. Quando facevano teoria (salvo eccezioni) sembravano totalmente umani, facevano ragionamenti interessanti, benché più o meno condivisibili. Ad esempio adesso so che c'è tutta una serie di funzioni dell'esercito che non hanno a che fare con l'ammazzare gente, e penso che se esistessero solo quelle (chiaramente non si chiamerebbe esercito), pur mantenendo la sua organizzazione rigidamente formale e gerarchica, non avrei più problemi di coscienza a farlo, questo servizio. Comunque sempre parlando dei quadri, si nota come questi abbiano sviluppato una sorta di doppio comportamento: da una parte sono appunto umani, persino comprensivi e ragionevoli, e dall'altra cattivissimi e durissimi quando si tratta di applicare delle regole. Ho potuto constatare una cosa: lo stress si trasmette attraverso tutta la gerarchia dall'alto verso il basso, e il contrario avviene per l'immagine: cioè se il quadro superiore rimprovera il suo sub, a sua volta questo sarà più duro con le proprie reclute, e se una recluta fa cagate, automaticamente anche il suo gruppo e il suo caposezione ne subirà. Sono anche queste le cose che ti spingono a volere fare bene: le tue azioni si ripercuotono sugli altri. Poi c'è un'altra cosa che mi spinge un po' a rispettare queste persone: il fatto che loro lavorano ben più di noi. Ad esempio i sergenti capi stanno fino alle due di notte a preparare le "lezioni". Insomma li vedo in un'altra luce.
Il sistema gerarchico: comincio a pensare che non esista un modello ideale di organizzazione tra esseri umani. Ho parlato spesso e mi sono interessato molto in questi ultimi anni del modelli collaborativi aperti, orizzontali, in rete e di massa come il wiki, wikipedia e altri progetti autogestiti. Tuttavia anche il modello gerarchico mi sembra pienamente legittimo, ed è veramente interessante notare quanto efficiente possa essere per certe determinate cose. Quindi da un punto di vista puramente scientifico, secondo me bisogna studiarle tutte, queste forme di collaborazione, trovarne i punti forti e deboli e trovare i migliori campi di applicazione.
L'avanzamento: questo è l'elemento che più mi fa sospettare di essere stato soggetto ad una forma subdola di lavaggio del cervello. Sono ancora dell'idea che preferirei non farlo. Tuttavia comincio a sentire che sarei fiero se mi ci proponessero. È più forte di me! Una cosa "positiva" è che se avanzassi e continuassi con la ferma, finirei il 2 di settembre dell'anno prossimo, il che mi permetterebbe di non perdere un altro anno di scuola. Il fatto è che almeno un terzo delle reclute devono avanzare, e io proprio non ce la faccio a far finta di lavorare peggio di un terzo di sta gente.
Ferma continuata: sono contento di avere fatto questa scelta: le truppe della ferma sono più formate, più abituate e dunque vengono impiegate per le cose più importanti (vedi gli europei 08), ufficiali eccetera. In ogni caso voglio fare una lista delle cose utili che farò in questi mesi. Non dico quelle interessanti, non dico quelle fruttuose in termini di soldi, ma proprio quelle che direttamente sono servite a qualcosa. Se ne troverò abbastanza, allora non avrò buttato via il mio tempo.
Uno shock culturale: un altro concetto per me totalmente nuovo è quello "nur hervorragend ist genügend" (solo eccellente è sufficiente). E cioè nei vari test che ho fatto finora al militare, un test passato significa avere risposto tutto giusto, non aver fatto nemmeno un errore. Altrimenti è insufficiente e bisogna ripeterlo. Devo dire che non funziona proprio tutto così: il sergente capo ha detto che ci valuta giornalmente con una nota da 1 a 5, e sembra che tante cose vengano valutate in quel modo. Tuttavia mi sembra anche intelligente non fare tutte queste scale di note per certe cose, come ad esempio le regole di sicurezza del fucile. È realistico: non basta saperle "più o meno, in modo sufficiente"... Devi saperle tutte e basta, se no finisci a sparare nel piede a qualcuno! Ci sono appunto cose nella vita in cui semplicemente gli sbagli non sono tollerabili, e sono contento di avere la possibilità di abituarmi ad agire e pensare in questo modo, cosa che non è neanche facile, dopo essere stati abituati alle gradazioni, alle medie.
Qualche consiglio: prendere una pila, un orologio (portare in giro il cellulare è vietato), non riempire gli armadietti all'inizio, portare cerotti per le fiacche (!), ogni sera togliere l'ordine di tasca dalle tasche, metterlo nel cappellino, e il cappellino metterlo nell'armadietto privato: almeno sai che è tutto lì. Le cose sporche invece in un sacchetto di plastica dentro la borsa privata. Ah, le prime tre settimane è vietato portare via la borsa privata, nel caso dovessero mandarti a casa.
Beh, alla fine in un paio d'ore ho detto comunque praticamente tutto quello che volevo dire. Sono convinto che le prossime volte non ce ne saranno altrettante, ma ora con tutte le nuove impressioni avevo proprio bisogno di mettere un po' a posto la testa. L'impostazione con cui andrò incontro alla seconda settimana è la stessa: interesse e volontà di osservare e vivere il più coscientemente possibile questa esperienza, e soprattutto non smettere di scrivere.
mamma mia quanto hai scritto!dovevi mandarmi il link da subito. . .ora devo leggermi tutto in una volta sola. . .nanana. . .così non va. . .
sono contenta che ti trovi bene a militare!
fatti sentire una volta nel weekend. . .forse non questo che ho promesso a gabri di dedicarlo tutto a lui dato che è da un mese che non ci vediamo ;)
complimenti per il tuo blog. . .
il tuo si che è vivo ahah non come il mio che giace morto da mesi ahah!
ora pian pianino leggo tutto :)
un bacio tvb la tua ciambella

Beh non mi resta che dire buona fortuna per le prossime settimane :)
Grazie al tuo "diario" potrò prepararmi per quando toccherà a me in ottobre.
è impressionante come scrivi bene, forse dovresti fare lo scrittore invece che il medico...
Ciao ciao