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Non faccio in tempo questo weekend ad aggiornarvi sulla settimana appena passata (tra 20 minuti riparto). Ho aggiunto però il post di quella precedente, che non ho potuto mettere prima perché per il 1° ero da mia nonna, il cui pc si era appena rotto. Settimana prossima, se tutto va bene recupererò tutto, perché di cose interessanti da dirvi ne ho. Intanto godetevi le vacanze e pensate ogni tanto a me disperso lassù sulle alpi ticinesi!
Ed ecco qui l'aggiornamento. Questa settimana diverse "giornate Foppa": teoria, combattimento e sparo. Continuo a chiedermi perché sia così divertente giocare alla guerra. È quasi come tornare bambini, sebbene la fatica sia maggiore. Un esempio: ci si divide in due gruppi, il primo deve aspettare 5 minuti mentre gli altri, truccati e imbacuccati corrono nella foresta e si mimetizzano quanto possono, e poi parte la ricerca. Io mi sono nascosto sotto ad un cespuglio, sdraiato (ero fradicio alla fine). Era esaltante sentire le voci delle persone che passavano a pochi metri di distanza, da ogni lato, senza scoprirmi per diversi minuti. Strano quanto la nostra tuta sia efficace nel mimetizzare: infatti sembrerebbe il contrario: sono fatte semplicemente di una stoffa di tre colori diversi, niente di che... e invece nella realtà se non ci si muove e se l'occhio non ci cade proprio sopra, è difficilissimo individuarla. In un altro esercizio un gruppo doveva arrivare fino alla porta di una baracca e l'altro doveva impedire che questo accadesse. Il raggio in cui potevamo spostarci era abbastanza ampio, c'era un bosco, un campo, delle baracche, una strada, e dovevamo scegliere come arrivare a quella porta, gestirci. Il problema era che per colpire qualcuno bisognava mirare e urlare qualcosa come "bang! Marcacci morto!", ma com'è possibile riconoscere una persona che corre in mezzo al bosco, o di cui vedi solo l'elmo? Risultato: si discuteva, proprio come i bambini: "sei morto!" "no, non mi hai preso, ti ho ucciso io!"...
Il fatto che la nostra sezione sia composta circa metà da ticinesi e metà da svizzeri tedeschi è un vero problema per la teoria sanitaria: gli istruttori peccano o nell'una o nell'altra lingua, e questo rende le lezioni pesanti per almeno metà della gente. C'è stato il test CPR, che abbiamo tutti passato.
Abbiamo fatto un altro test sportivo. Io non sono granché sportivo, ma mi son fatto valere. Un altro test è stato quello per la distinzione di aiuto al camerata. Una specie di blitz, dato che non ci avevano avvertiti che sarebbe arrivato. Le domande non hanno niente a che fare con l'aiuto al camerata, sono piuttosto domande di sicurezza sull'aspetto dei danni provocati da un attacco nucleare, sul modo giusto di reagire ecc. Chi l'ha passato (solo 2 nella nostra sezione) ha poi fatto un altro test pratico (esercizi con la tuta NBC e CPR2), che passano praticamente tutti, dato che la selezione avviene con lo scritto.
L'istruzione NBC (nucleare, biologico, chimico) è abbastanza faticosa. Camminare in giro con tuta e maschera è spesso soffocante, soprattutto quando fa caldo. Si tratta spesso di spostarsi, aspettando che scoppi un finto allarme, e reagendo di conseguenza. C'è tutta una sequenza di cose da fare (mettere la maschera in meno di 10 sec., mettere il cappuccio, gridare allarme, disintossicare le mani, mettere i guanti, ecc ecc) molto velocemente e in ordine corretto, pena la morte, propria o di un compagno, per avvelenamento o altre cose.
Altro punto interessante: abbiamo fatto la donazione di sangue. Mi ha fatto ricordare il liceo, perché la persona che è venuta a fare il discorso introduttivo è la stessa che ogni anno fa un giro di tutti i licei del Ticino a sensibilizzare. Comunque nessun problema, appena mi hanno messo il cerotto me lo sono strappato, poi mi hanno messo la benda e sono andato a buttarla nel cestino... Bello è stato il "riposo ordinato" conseguente: alle otto abbiamo dovuto andare a dormire (io ho giocato a scacchi fino a tardi).
Brutta notizia per chi farà la SR dopo di me: a quanto pare c'è un certificato che si riceve a fine formazione, e la mia è l'ultima scuola reclute dove lo si ottiene.
Venerdì di nuovo guardia, con un nuovo libro: "Breve storia del futuro" di Jacques Attali. Sono riuscito a leggere poco perché stavo di nuovo male. Ho un sistema immunitario non troppo a posto, mi raffreddo molto facilmente, ma mai abbastanza da dovere stare a letto, il che mi rende la vita un po' difficile su là al freddo (e siamo in pieno agosto).
L'evento della settimana è stato una "sorpresa", che però ha cominciato a trapelare un giorno prima a causa di una fuga di informazioni dalle alte sfere. Il pomeriggio del venerdì tutte e due le compagnie (quella di Motto Bartola e quella di Bedrina) si sono spostate in treno ad Altdorf, per andare a vedere la prova generale di uno spettacolo: "die Tellspiele" di Schiller. Il ritorno è stato un poco travagliato: il treno che doveva fermarsi ad Altdorf apposta per noi ci è passato davanti al naso senza neanche rallentare. Di conseguenza le ffs hanno dovuto organizzarci un altro trasporto, più in là nel tempo a causa dei collegamenti, e per questo siamo arrivati ancora più tardi in caserma. Io ho trovato la situazione divertente. Fatto sta che il giorno dopo abbiamo dormito due ore di più. L'iniziativa è stata fortemente criticata dai ticinesi e dai romandi a causa della lingua (non hanno capito niente per due ore), se poi si pensa che gli svizzeri francesi hanno il viaggio più lungo per tornare a casa...
A me lo spettacolo è piaciuto molto. Abbastanza moderno, in contrasto con il tedesco antico, coreografico, con pubblico disposto a mò di arena. Ma quel che mi piaceva era la gente: sembravano veri paesani. Mi sono quasi commosso qualche volta. Uno spettacolo del genere è molto adatto a risvegliare sentimenti patriottici, e penso che la mia "identità svizzera" sia stata un poco rafforzata da questo. La mia opinione riguardo al patriottismo è come tante altre in via di formazione. Quel che ne penso oggi: si tratta di un sentimento. Non siamo noi a decidere i nostri sentimenti, come non siamo noi a decidere in cosa crediamo. Tutto ciò che possiamo determinare sono le nostre azioni e i nostri pensieri, nulla di più. Essere fieri è appunto un sentimento. A volte mi sento fiero di essere italiano, mi sento fiero di essere inglese, francese, africano... e questo capita semplicemente quando faccio un passo avanti nella scoperta dell'identità di una di queste culture. Questa volta è toccato all'indole svizzera, alla forza e all'etica di Guglielmo Tell, vero eroe e animo ideale. Non c'è niente di male nel coltivare questi sentimenti, che arricchiscono la persona e rendono più forte, e più particolare la sua relazione con gli altri. Una nazione esiste solo e soltanto grazie al sentimento di appartenenza della sua gente. Devo dire che io principalmente mi sento umano.
Ahahahaha! Quanti ricordi! Sai, ora sono passate 7 settimane (e tra qualche ora inizierà l'ottava), però c'erano cose delle prime settimane che già mi ero scordato. Purtroppo non ho letto tutto il blog (troppo lungo, minchia, lo sai che io sono pigro!!!), ma vedrò di inviarti qualche immagine per ravvivare il blog! Ciao ciao e alla prossima.
P.s. "HI!"
Ciao Nicola,
è molto affascinante leggere i tuoi racconti perché hai una padronanza linguistica e una capacità descrittiva notevoli... Davvero complimenti!
Per quanto riguarda il militare: ne parli come un'esperienza che può donare molto che quasi mi fai rimpiangere di non averlo fatto. Ma comunque, anche se avessi la possibilità, non credo che tornerei indietro.
Trovo molto positivo il fatto che ci sia un debriefing: immagino sia una buona occasione per confrontarsi con i compagni e con le attività fatte, certo che se poi questo non può avere influenza sugli istruttori nonostante le lamentele, non so quanto sia utile...
Spero di rivederti, prima o poi.
Ciao!
Grande Nic, bell'aggiornamento! Anche se sei ancora indietro di una settimana :P
Immagino che il tempo libero non sia molto...
Comunque molto interessante, trovo che i "giochi" siano una cosa tutto sommato divertente e intrigante rispetto al solito corri/spara no?
Se per caso trovassi il tempo mi interesserebbe sapere un po' più in dettaglio le istruzioni mediche che ricevete, visto che toccherà anche a me più tardi. Il fatto che la tua scuola reclute sia l'ultima a ricevere il certificato mi rattrista un po': ci tenevo abbastanza a riceverlo anche io visto che mi sembra una cosa utile... forse visto che comunque finisci più tardi che la mia scuola reclute riuscirò anche io ad ottenerlo, speriamo :)
Ciao ciao, divertiti ahah
Questo resoconto mi è piaciuto molto, secondo me sei davvero bravo a scrivere. Ti sei ispirato da Freud quando hai detto che una nazione esiste solo grazie al sentimento di appartenenza della sua gente? Comunque così a prima vista sembra che a volte ti stia quasi prendendo gioco del militare, anche se sembrano divertenti alcune attività che svolgete.
Mi ha colpito il fatto delle esercitazioni che fate per imparare a mimetizzarvi, non pensavo si facessero davvero così, sembra un'esagerazione da commedia!
Da quello che scrivi sembra che il tutto sia abbastanza variato, ma quali sono le cose che si ripetono ogni settimana? E quali quelle che si ripetono ogni giorno?
Dovete ancora stare in piedi ogni sera davanti al letto, o nel frattempo siete riusciti a non muovervi tutti almeno una volta?
Chiaramente non riuscirai mai a scrivere abbastanza per soddisfare la mia curiosità, però scrivi più che puoi, mi fa davvero piacere leggere il tuo blog!!!