Istruzione di reparto, prima settimana
Published: 01:18, Sunday 12 October 2008
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Ho tutte le fortune. Durante le 5 settimane di IDR (istruzione di reparto, che in altri post chiamavo VBA, cioè Verbandsausbildung), la base della nostra compagnia sarà Riazzino, nei bunker della protezione civile, a 4 minuti di treno, insomma, da casa mia. Si torna a lavorare con gli uomini. Ora sono in una sezione soprattutto francofona, il che mi permette ancora una volta di praticare una lingua, e questa volta una lingua che ho dovuto abbandonare per gli ultimi anni del liceo (se non si contano lezioni facoltative). La nostra compagnia è l'unione tra i rimasti delle due compagnie RS Bedrina e Motto Bartola. La differenza principale tra questo periodo e le prime nove settimane, è che ora la base la sappiamo, dunque si tratterà di allenare nella pratica e mettere insieme tutto per essere impiegati nel nostro vero compito: la costruzione e messa in funzione della postazione di soccorso sanitario (EMS2, elemento modulare sanitario 2), la cui attività principale è assicurare le funzioni di vita primarie e rendere trasportabili i feriti che le vengono trasportati.

Il rientro era di lunedì, pomeriggio. Appena tornati si prova una strana sensazione: si era tornati alla vita civile, non si credeva quasi più esistesse l'ambiente militare. E invece eccoli lì. Scendi dal treno, e ti trovi in mezzo a quel mondo strano dove delle persone si dicono legittimamente tuoi superiori, ti chiedono un saluto, ti assegnano compiti, danno ordini e non ci credi quasi che sei tu quello che deve eseguirli. Ben presto ho ricominciato a sentire quella tensione di sottofondo riguardo alle proprie azioni. Neanche deposti i bagagli, alcuni test di verifica - gradi, regole di sicurezza del fucile, scuola sezione, saluti, annunci di combattimento, un'istruzione sul nuovo tipo di ordini che ci daranno (del tipo: obiettivo-modo-comportamento all'obiettivo), e una bella serie di flessioni.

Alloggiare in un bunker significa respirare continuamente aria con un alto tasso di CO2, e dormire in un letto a castello a tre piani e largo 5 posti, almeno 20 persone in una camera minuscola. Posto per le valige non ce n'è. Tuttavia abbiamo un ordine di camera prestabilito da seguire rigidamente. Più facile a dirsi che a farsi, specialmente quando tutta la compagnia si sta preparando facendo avanti e indietro per il corridoio, tra il bagno, la camera, la valigia e l'armadietto privato, l'armadio dei fucili, la mensa, e la camera delle scarpe. Ho potuto riconstatare la tecnica, a mio modo di vedere geniale, dell'esercito, di utilizzo delle fotografie per scopi organizzativi: ovunque si trovi un insieme di oggetti che vanno disposti con un certo ordine, o trattati tramite una certa procedura, sarà presente di sicuro una serie di foto che mostrano l'effetto finale, o indicano passo per passo il da farsi.

La sveglia del primo giorno è stato un allarme incendio. Un esercizio, che potevamo aspettarci, per vedere se eravamo in grado di trovarci tutti sul campo da calcio che funge da piazzale AV entro 8 minuti. Non ce l'abbiamo fatta, e per questo l'esercizio è poi stato ripetuto 4 giorni dopo. Una volta constatato che tutti fossimo svegli, abbiamo potuto andare a prepararci per la giornata.

Il martedì 30 settembre 2008 io sono diventato soldato. Come tutti gli altri della compagnia. La cerimonia si è svolta al castelgrande di Bellinzona. In diversi ricorderemo il discorso del maggiore (...le pietre del castello, così diverse, in forma e colore, eppure e forse proprio per questo il castello è ancora in piedi malgrato tutto attorno sia cambiato, ecco, queste pietre rappresentano una compagnia...). La cerimonia mi è piaciuta, nella sua secchezza: "Reclute, attenti! Soldati, riposo!". Meno mi è piaciuto l'inno Svizzero subito dopo. Devo dirlo sinceramente: non conosco inno che mi sembri più noioso. Anche i nostri superiori sono cambiati di grado, anche se i nostri ruoli sono gli stessi. Milizia: Recluta -> Soldato. Capogruppo: Appuntato capo -> Sergente. Caposezione: Sergente maggiore capo -> Tenente. Solo il comandante di compagnia è rimasto primo tenente, non so se sia la via classica.

E poi la grande sorpresa: ero stato scelto, già nella SR, assieme a una ventina d'altri in tutta la compagnia, per fare un corso aggiuntivo e diventare specialista radio. Ero entusiasta. E così ancora prima di iniziare sono stato estratto dalla compagnia per essere portato ad Airolo (alloggio a forte Foppa) per seguire questo corso di tre giorni. Ciao bunker, ciao EMS2, ciao agli altri. In breve tempo ero iniziato al sistema radio SE-135/235, avevo la testa piena di check-lists, termini tecnici totalmente nuovi come NCS, SUB, FHOP, MIX, subscriber number, e altre cose. Queste tre giornate sono state molto interessanti e con orari da sogno, parlando dell'esercito. Abbiamo anche visto l'applicazione sul campo. Il sistema radio insomma è una parte costituente dell'EMS2. Ci sono i due angoli dedicati alle antenne, il tavolo per l'impianto. Lo specialista radio comunica con la fonte degli incidenti (in caso di guerra il fronte), e con gli ospedali, raccogliendo e fornendo informazioni sui feriti trasportati o in via di preparazione. Molto divertente ho trovato tutte le procedure di comunicazione, a dipendenza del contenuto del messaggio (ad es. "a sezione x a sezione y, ordine: chiudere il collegamento radio fino a domattina ore 7000, rispondere", "sezione x capito, ripeto: chiudere il collegamento radio fino a domattina ore 7000, rispondere" "giusto, terminato"). Anche l'alfabeto radio non è male, l'abbiamo dovuto imparare a memoria (alfa bravo charlie delta echo foxtrott golf hotel juliett kilo lima mike november oscar papa quebec romeo sierra tango uniform victor whisky x-ray yankee zulu).

Al termine dei tre giorni siamo stati reinseriti nella compagnia (nella mia sezione siamo in tre, un bel gruppo), e abbiamo cominciato a fare il nostro lavoro da specialisti radio. È un lavoro che comporta più responsabilità, perché il nostro materiale va ordinato a parte e la firma ce la mettiamo noi, e perché siamo gli unici in grado di farlo funzionare, avendo persino più conoscenza tecnica in questo campo del nostro capo sezione. D'altra parte è meno faticoso, e una volta montato tutto e stabilito il collegamento, oppure una volta smontato, almeno in due si trovano senza niente da fare. Allora si ruota, uno per volta sta alla radio e gli altri raggiungono il resto della sezione e partecipano al programma normale.

A partire dal momento in cui si comincia a montarlo, l'EMS2 deve essere in grado di accogliere i primi 6 pazienti in 30 min. Per completare la costruzione c'è poi un altro termine. Allo stesso modo è in 30 min. che lo specialista radio deve riuscire a stabilire un collegamento con il comando di compagnia, cioè montare un'antenna e l'impianto, foss'anche su un tavolino all'aperto, per poi spostare tutto in un secondo tempo. Per questo noi possiamo gestirci, avere una certa libertà di decisione, e io trovo tutto questo davvero entusiasmante.

Gli ultimi giorni della settimana, reintegrato nella compagnia, ho capito che al contrario di quel che speravo, gli alti quadri non hanno smesso di essere pedanti nei nostri confronti. Questo mi ha dato estremamente sui nervi. Capivo quando la motivazione era quella di farci capire che è così che funziona, che dobbiamo imparare a seguire degli ordini e basta, disciplina eccetera. Ma ora mi sembra assurdo. Abbiamo perso una frazione della nostra libera uscita per questioni di ordine in camera, abbiamo dovuto ricontrollare tutto il materiale datoci 4 giorni prima. Ero abbastanza nervoso, anche per altre questioni di mala organizzazione, se ne accorgevano quelli che "subivano" il mio annuncio di combattimento.

Soltanto col santo briefing-debriefing mi sono sentito di nuovo meglio. E ancora una volta ho capito che questi alti quadri lavorano come dei matti, e che l'IDR stessa è stata concepita per far lavorare tutti, persino loro, sotto stress (o come lo si chiama tecnicamente: drill), e cioè fornendo loro poche informazioni e soltanto all'ultimo minuto, come lo sarebbe in caso reale.

Il primo weekend mi sono iscritto per la guardia, per il solito motivo: preferisco fare subito una cosa che molto probabilmente mi toccherà comunque, piuttosto che rimanere nell'insicurezza. Molto stupidamente però avevo dimenticato che a casa aspettassimo visite. Speravo comunque, vivendo così vicino, di potere tornare a casa durante i turni di riposo. E invece no, le rigide regole militari non me l'hanno permesso. Sono poi riuscito a far venire a Riazzino i miei parenti, almeno per vederli un attimo.

La guardia in sé invece è stata tutt'altro che dura. La notte la cosa peggiore era il freddo, ma il piano dei turni era fatto come piace a me: turni lunghi ma anche pause lunghe, di modo che ad ognuno toccava fare guardia soltanto due volte al giorno, e non ad esempio quattro come mi è già capitato. Sono riuscito comunque, come d'abitudine, ad ammalarmi. Ma questo fa già parte della seconda settimana.

Comments
19:10, Sunday 16 August 2009
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By Mätt

Vai nick!! Sei mitico:P
A me manca ormai poco per cominciare. Spero di trovare quanto hai trovato tu, in termini di amicizie e apprendimento (nonché intellettualmente parlando)...
Continuo a seguire appassionatamente il tuo blog;)
Fatti sentire nei week-end!!

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