quello che scrivi mi ispira a riflettere...
ormai devo dire che il sistema peruviano mi sta entrando nel sangue, il ritmo di vita, la filosofia, tanto che tornare a casa sara' un bel cambio...lo scorso weekend sono stato a Chivay con un mio amico, i cui nonni abitano a Ichupampa. E' stato come entrare nel vero Peru' rurale, ascoltando le problematiche e le storie che, soprattutto la nonna, amava raccontare.
Pur essendo l'unico turista in paese (Ichupampa) la gente mi salutava e mi trattava amichevolmente. Io ho cercato di tirare fuori il mio miglior Spagnolo, e ho notato la differenza: si sono aperti molto di piu', certo e' che se non l'avessi fatto si sarebbero limitati a sorridere...
In quel momento, ho smesso di sentirmi turista (anche a me l'essere turista provoca un certo "discomfort") ma spesso e' solo uno stato mentale, perche' in fondo siamo tutti fratelli, seppure culturalmente possiamo definirci "differenti". Oltretutto sto visitando parte del mondo che mi appartiene, conoscendo, amando e rispettando i miei fratelli anche se parliamo lingue diverse e abbiamo altre usanze. Questo mi aiuta a sentirmi piu' vicino al popolo e ad allontanarmi dal "cliche'" del turista (pur rimanendolo, tuttavia, ma con un altro valore per me)
Buon viaggio!!! x
Il mio unico giorno in Cile
San Pedro de Atacama è un posto caro come il fuoco, rispetto ai parametri che uno si fa viaggiando in Perù e specialmente in Bolivia. Non volevo fermarmici a lungo, e subito per il giorno dopo il mio arrivo ho riservato un biglietto per Salta, in Argentina (il tragitto attraverso l'Argentina mi è stato consigliato da Daniela, una tedesca incontrata a La Paz). Ho comunque approfittato della mia permanenza a San Pedro per fare, il giorno stesso, un'altra piccola visita guidata, ad altri due posti chiamati Valle de la Luna (che fantasia, questi sudamericani), e Valle de la Muerte (derivato da "Valle de Marte" - non si tratta della famosa Death Valley degli states dove le uova si cuociono da sole...). È stato divertente correre a piedi nudi giù per una enorme duna che portava in fondo alla valle, e piacevole vedere il tramonto su quel paesaggio rosso caldo e terroso, marziano. Quando siamo tornati a San Pedro, che in effetti è una vera e propria oasi, mi sono spaventato nel vedere che le strade non erano illuminate per niente, e che le poche luci che si vedevano brillavano in prossimita del rumore di generatori di corrente.
Le visite guidate sono il simbolo del turismo. E dopo una settimana di visite guidate (a partire dalla discesa lungo la "Dangerous Road"), sulle caratteristiche del turismo avevo riflettuto molto. Perché ogni turista odia sentirsi turista? Continuavo a pormi questa domanda. Il turista è sempre l'altro, ma non come singolo, bensì come parte di un gruppo, di una massa di gruppi in "visita guidata". È l'avversione verso la massa, il non volerne far parte, che disgusta il turista? Questo rivelerebbe una natura individualista del viaggio. Io viaggio, io abbandono la società, cioè le masse - viaggiatori è quello che si vuole essere, non turisti. Ma c'è una differenza sostanziale tra il viaggiatore e il turista: il bisogno di sicurezza. Ne ho già parlato nel mio primo articolo sul viaggio: come si produce la sicurezza? Con la razionalizzazione. Passaporto, dogane, controlli, check-point, bancomat, lucchetti, attrezzature, infrastrutture, sono tutti i segni della razionalizzazione dell'uomo che si espande su tutta la Terra. Basta un poco di know-how, di tecnica personale (quella che alla fine io ho imparato), e si è a casa ovunque. La ragione è dappertutto. Il problema è che siamo andati così lontano, che uscire dal binario, là dove comincia il vero viaggio, equivale quasi a un suicidio: abbiamo messo la ringhiera di sicurezza talmente vicino al dirupo, che per sentirci liberi, per vivere almeno un istante di avventura, dovremmo per forza buttarci. Ed è questo il paradosso della sicurezza che si vuole universale: si vive sempre di più nella paura di ciò che sta fuori, di ciò che si ha esiliato. Per questo ci si accontenta dell'illusione della libertà, con l'inconveniente irremovibile che questa ci dà la nausea quando ci vediamo riflessi nell'altra pecora bianca, nell'altro turista.
Eppure, eppure, l'irrazionale è dietro l'angolo, sempre, molto più vicino di quello che ci si aspetta. La sicurezza non è mai assoluta. E allora capita di fare un incontro reale, nel bene o nel male, una di quelle esperienze matte, fuor di ragione dove la lucidità ha dato il passo a qualcos'altro, che può essere semplice stupidità o voglia di qualcosa di più, di vita vera. C'è quindi una possibilità di redenzione per il turista: egli ha comunque il merito di aver fatto le valigie, di essere uscito dal giardino di casa. Sotto sotto, anche il più borghese dei viaggiatori, ha fatto un piccolo passo verso l'ignoto, ed è forse questo che ci si dovrebbe sforzare di ricordare, quando, sotto il caldo cocente, si viene sorpresi dalla fila interminabile per l'unico squallido gabinetto dell'oasi.
....senza fiato, leggo messi su "carta" (come riguardando vecchi album di foto) pensieri e concetti gìà passati (e rimasti)nella mia "zucca" perché per mé impossibili da esteriorizzare o rendere in qualche modo (se non con qualche squallido fotografico tentativo) accessibili al resto del mio mondo.
Questo mi accende come una gigantografia l'immagine di mio padre quando seduto al suo tavolo con un bambino sulle ginocchia che disegnava (sudando per la concentrazione) mi disse:
Ti te mia amò capiit chi l'é chescto chi!
..evidentemente lui invece l'aveva capito.
Vecio, criscto ti ghevet resonn!
(che sia anche questo una sorta di Marcacismo applicato?)
Davide: grazie per il commentone. È vero che la gente apprezza molto se almeno uno si è preso la briga di imparare qualche parola del posto in cui va. Al di là di questo aspetto, secondo me, non devi sentirti turista. La tua attività è tutt'altra cosa rispetto al mio viaggio. Tu sei in Perù per aiutare, per lavorare, a stretto contatto con la gente, i suoi bisogni. L'ho sentito subito durante quel paio d'ore durante la visita alla scuola: si respira tutta un'altra aria. C'è qualcosa di condiviso. O non è questa la tua esperienza? In ogni caso ti auguro ogni bene per la continuazione del tuo volontariato.
Raffi: Grazie! Che un mio articolo faccia pensare qualcuno è già uno dei migliori complimenti che posso ricevere.
Ciao Nicola! J'espere que tout se passe bien pour toi!
De mon cote j'ai deja passe 6 semaine a Hawaii. Pas le temps de m'ennuye, entre les randonnees, les plages, le surf et mes cours d'anglais. Je progresse gentiment, meme si je suis pas encore satisafait..
La ville d'Honolulu est tres americaine mais aussi tres asiatique, le melange est interessant! Le tout depaysant, un + pour moi!
Encore deux semaines ici et apres je m'envole pour le canada!
J'ai essaye de lire un peu ce que tu as ecrit, mais tu connais mon niveau d'italien lol. Valle de la Muerte? est ce que c'est aussi un desert? comme Death valley en californie. J'ai entendu dire que l'argentine est le pays de la viande, tu pourras me confirmer!
Profite bien de ton voyage!
++
Jerome
Ciao Jerome, quel plaisir! Hawaii c'est sûrement génial. Mon but est de terminer mon voyage dans une plâge chaude, possiblement en Ecuador. Maintenant je suis encore en Bolivie, mais je vais vîte être en Peru et monter encore. Tout se passe très bien pour moi: maintenant je suis vraiment habitué à voyager, donq il n'y a plus de problèmes. Même l'espagnol je l'ai appris - ce qu'il faut, disons.
Naturellement je vais tout traduire quand je rentre! En français d'abord, puis en anglais, allemand et espagnol. Oui, le nom est le même de la vallée en Californie, mais elle n'est point mortelle. Et je confirme que de viande il y en a beaucoup en Argentine. J'ai cas même reussì à en limiter la quantité dans mes menues.
On va se rencontrer, un jour, d'acord? Jusqu'à ce moment là, amuse-toi bien!
...é solo l'effetto che mi fanno a certi orari i "fumi" di certi distillati Scozzesi...