Dal Flém con una Guinnes in mano ho aperto il sito per éssere sicuro di spedire il link giusto in Valtellina, poi, quasi per caso ho letto la prima riga e sono rimasto inchiodato fino all'ultima!
Di storie rocambolesche dei miei moto-cazzeggi in giro per l'europa ne potrei raccontare a bizeffe ma nessuna é paragonabile al tuo viaggio, qsualcosa di simile l'ho vissuto in Finlandia e in Lapponia, i "voli in entronautica" quelli invece si, quando ti spari trasferte di oltre 10 consecutive col casco in testa (al nord non fa mai notte..) non puoi fare altro!
I trekked for 3 days in the Colca Canyon, and it was amazing!
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I trekked for 3 days in the Colca Canyon, and it was amazing!
Grazie per i commenti. Mi chiedo quanto sia il viaggio ad essere "epico", e quanto sia il mio modo riflessivo di vivere le cose a renderle in qualche modo significative, per me. Noto che potrei farmi passare davanti tutto senza farmi grandi pensieri, e che, anzi, è un lavoro continuare ad osservare le cose retrospettivamente (e senza un diario perderei per strada la maggior parte degli elementi). Un lavoro che ormai è parte della mia personalità, ma che richiede tempo: durante il militare investivo diverse ore per weekend in questa attività, e qui ho dovuto fermarmi un paio di giorni per scrivere i post che potete leggere ora.
Non ho ancora la tua esperienza coi mosckitt, pa'. Finora neanche una puntura!
E, sarò di nuovo in Svizzera il 12 Agosto.
Tanti saluti.
Hola carissimo!
...terminato il trasloco mi sono più o meno ambientata nella mia nuova tana e finalmente trovo il tempo di connettermi e scovare i tuoi racconti...
sono ancora scombussolata!!! m'hai letteralmente messo in crisi, sottosopra... la convinzione forte che il mio posto è qui ed ora s'è per un attimo spezzata, ho il magone e... ha ragione il tuo amico quando dice che il viaggio è una tappa essenziale nella nostra vita! sento davvero un richiamo fortissimo in questo periodo, un bisogno di ritrovarmi confrontata con me stessa, con le mie decisioni...vivermi in solitudine, scoprire i miei limiti!!! eppure sembra che la vita mi sta portando da tutt'altra parte...sono sempre in giro, non dormo mai e...vabbè molto probabilmente non sarei pronta per queste avventure, non ora. Ma ti ringrazio per aver risvegliato in me in modo così chiaro questo istinto...questo bisogno di ri-scoperta interiore!!!
quello che più mi impressiona è il fenomeno dei legami che si creano durante il viaggio...ogni volta che ci si deve lasciare non è infinitamente triste? non ti senti lacerare dentro sapendo che ogni contatto che si crea in realtà non durerà? come fai a gestire questo lato effimero del viaggio??
non ho ancora letto tutte le tue riflessioni mi sono detta che ne prenderò un pò ogni sera, pillola dopo pillola... a dosi omeopatiche ;-)
sennò rischio d'avere le farfalle nello stomaco e non reggerei all'impatto!!!
magnifico davvero!!!...un augurio di cuore per tutto quello che già ti sta aspettando, e senz'altro sarà ciò di cui avrai bisogno.
un forte forte abbraccio
Evita
yoooo, prima volta che leggo il blog!! vedo che le avventure non mancano! mia preferita quella rinchiuso...!! avevi un po' di strizza? cmq ho fatto una cena con la classe dimitri al grotto e cavoli è piaciuto! e per quel che riguarda la scuola ora abbiamo cominciato il lavoro sulle scene mute.. cavolo basta niente per sbagliare..troppo lungo..troppo corto..non leggibile..descrittivo..ecc hehe
saluti fratteo!!
Yo, fratteo. Wow, anche tu che leggi le mie storie! Strizza? Non in quel momento, non avevo tempo. Alla peggio avrei perso il bus e sarei arrivato mezza giornata dopo. Più che altro era fuori come situazione, e non avevo voglia di bussare tanto forte alla finestra da svegliare tutti. Alla fine ho svegliato tutti comunque... Va beh.
Scene mute e mimo sono la stessa cosa?
Cara Evita, non sai che piacere avere tue notizie! Come avrai letto, ho approfittato del tuo depliant per visitare la scuola. Grazie ancora! Probabilmente è una cosa di cui mi sono reso conto proprio viaggiando, ma il vero gioco si gioca proprio lì dove sei tu, nella vita quotidiana. Là dove apparentemente tutto si ripete uguale. Ha un valore così grande che non so spiegare, la cosiddetta vita comune. Noto che sono contento dove sono, ma sarò anche contento di tornare. Ho sempre vissuto le mie esperienze, la Steiner, il liceo, il militare, come delle splendide sfide, e quella del viaggio non è superiore. Poi toccherà al politecnico, e anche lì ci sarà molto da imparare. Sono sempre stato talmente fortunato nella mia vita, che se sono infelice, è colpa mia e basta.
Non ci avevo pensato da questo punto di vista. Il lato effimero del viaggio. In realtà nel viaggio si sente più fortemente una realtà che riguarda tutta la vita. Non si possono rivedere tutti sempre. Nemmeno tutti quelli a cui si vuole bene. Ogni congedo può essere per sempre, ed è così che andrebbe visto. Perchè è così che ogni incontro diventa un dono unico. Se c'è una cosa che ancora di più posso imparare dal viaggio è di apprezzare gli incontri che ci sono, quando ci sono, così come sono.
Tanti saluti e auguri nella lettura.
Nick!
Ho appena finito di leggere i tuoi ultimi post. Devo dire che traspare il fatto che questo viaggio sia "epico": emozioni, pensieri ed esperienze che infuiscono sulla propria percezione di realtà e rivelano che quella nostra, occidentale, non è affatto l'unica e segnano la persona. Spero che questo viaggio continui nel migliore dei modi dandoti delle belle ed interessanti esperienze.
L'ordine di tasca vedo che ti è rimasto impresso come "strategia di sopravvivenza" :P Buono a sapersi che il militare insegni pursempre qualcosa di utile in quelle parti di mondo dove la civilizzazione come la conosciamo noi non esite.
Buona continuazione di viaggio
Patrizio