Com'è d'obbligo, dedico un articolo a questo romanzo di Lev Tolstoj, la cui lettura consiglio a tutti.
Qualche anno fa mi sono chiesto: "Visto che non si può legger tutto, tra tutte le opere, tra tutti i classici, quali sono quelli che bisogna assolutamente aver letto?". Ho cominciato a porre questa domanda a persone che mi sembrava avessero una certa autorità in merito, tra cui il mio prof. di italiano. Non ho la sua lista a portata di mano, ma so che tra le prime opere stava "Anna Karenina" di Tolstoj. Ho deciso il giorno stesso che l'avrei letta, ma tra una cosa e l'altra, a più riprese, sono riuscito a concluderne la lettura solo qualche giorno fa.
Non riesco a parlare di quest'opera senza avere l'impressione di parlare di me, talmente essa è vicina alla vita, talmente Tolstoj ha illuminato col suo occhio geniale e impietoso l'animo di tutti i personaggi, comprese (soprattutto) quelle parti indesiderabili e nascoste ai personaggi stessi. Non mi sembra di parlare di un romanzo: mi sembra di parlare di un fatto realmente accaduto, un fatto che io stesso ho vissuto da tutti i punti di vista, tanto da vergognarmi dell'ipocrisia dimostrata, tanto da gioire delle speranze avute attraverso le sue parole. Con "Anna Karenina" Tolstoj mi ha messo uno specchio davanti, turbandomi e dandomi una chiave di comprensione di molti lati del mio comportamento. Perciò mi ha colpito molto la descrizione implacabilmente realistica di questi sofisticati moti dell'anima, e quelli sottili, e quelli travolgenti, e quelli lenti attraverso gli anni, e quelli improvvisi. Tolstoj non sembra mai sbilanciarsi apertamente per o contro un personaggio: c'è sempre la possibilità di ingannarsi, di credere alla storia che uno si racconta.
Il mio personaggio preferito è Lévin, le cui considerazioni finali mi hanno dato una bella sensazione, soprattutto considerando tutti gli struggimenti che attraversa per tutta la storia. Anna invece, che in fondo attraversa struggimenti ben peggiori e a pensarci bene giunge a delle conclusioni opposte, rimane per me un punto interrogativo, una questione irrisolta che mi toccherà portare con me. E forse è giusto così.
Ciao Nick!
oggi mi sono seduto qua e mi sto leggendo tutti gli articoli che non ho ancora letto, cioè quegli degli ultimi mesi.
Mi hai fatto venir voglia di leggere questo libro, d'altra parte quello che hai scritto mi ricorda tantissimo a quello che ho vissuto leggendo l'Idiota di Dostoevskij, ero arrivato ad un punto nel quale mi ero così immedesimato nell'"idiota" che mi sono sentito un malato psichico!!è stata un esperienza abbastanza impressionante... e, in misura molto minore, la stessa cosa si è ripetuta con "umiliati e offesi". Credo che sia una peculiarità dei Russi di riuscire così acutamente a penetrare l'essere umano e sradicarne gli elementi più bui e nascosti..
mah magari mi leggo anche questo..ora in ogni modo sto combattendo per finire di leggere "la coscienza di Zeno".
un grande saluto!