"Ci è stata donata l'energia del sole. L'idrogeno è una promessa per il futuro dell'umanità sulla Terra."
Ecco una persona che ha le idee in chiaro, uno che ha osservato il presente e ne ha tratto delle conclusioni pratiche e potenti. "L'economia all'idrogeno" (2002) di Jeremy Rifkin è un libro veramente interessante. Per questo ho deciso di dedicargli un articolo.
Il problema è quello che tutti sanno: la nostra economia è basata sul petrolio. I problemi di questo sistema sono: 1) la combustione del petrolio produce anidride carbonica, causando così il riscaldamento globale (vedi effetto serra), e 2) il petrolio è limitato, e distribuito inegualmente sulla Terra (dando così più potere a chi ce l'ha). Jeremy Rifkin affronta questo problema nel suo libro, offrendo una soluzione non banale, per quel che ne so io.
Il regime energetico del petrolio sta per finire. La produzione mondiale di petrolio pro capite ha raggiunto il picco nel 1979 e da allora non ha fatto altro che calare a causa dell'espansione demografica. La produzione mondiale assoluta raggiungerà (o ha raggiunto) anch'essa un punto in cui non potrà che diminuire, gradualmente (vedi curva di Hubbert), perché sarà sempre più difficile e costoso estrarlo dai giacimenti rimasti, meno puri.
Rifkin fa alcuni esempi storici per mostrare come le grandi civiltà crollano quando si esauriscono le loro fonti primarie di energia. Dunque "la domanda più importante alla quale l'uomo deve rispondere, in questo momento, è se si possa creare un nuovo regime energetico abbastanza in fretta da poter sostituire senza traumi i combustibili fossili e soddisfare nel prossimo secolo il fabbisogno di una popolazione terrestre in crescita".
Per definire un regime energetico qualsiasi, è necessario risolvere più questioni: 1) da dove si ricava l'energia? 2) come viene immagazzinata? 3) come viene distribuita?
Oggi l'energia viene ricavata sottoforma di petrolio dai giacimenti, ed immagazzinata sempre come petrolio. La distribuzione avviene sottoforma di derivati del petrolio (automobili e riscaldamenti) o di energia elettrica. L'energia elettrica non può essere conservata, dunque deve essere utilizzata immediatamente. Similmente avviene con l'energia potenziale dell'acqua, raccolta e immagazzinata tramite dighe, e trasformata in elettricità per il suo utilizzo. Se viene prodotta troppa energia elettrica, questa torna alle centrali elettriche, e viene utilizzata per pompare l'acqua di nuovo verso l'alto.
Rifkin propone delle risposte per quanto riguarda il futuro: fonti dovrebbero essere le energie distribuite
(solare, eolica, idroelettrica, geotermica). Il vantaggio di queste energie è appunto quello di essere distribuite geograficamente, e dunque possono essere ricavate capillarmente, praticamente in ogni casa.
Per l'immagazzinamento queste energie dovrebbero essere trasformate in idrogeno. Il regime elettrico basato sull'idrogeno sarebbe un seguito naturale. Per spiegare ciò Rifkin utilizza il concetto della decarbonizzazione, cioè la graduale diminuzione della percentuale di carbonio rispetto all'idrogeno presente nei combustibili utilizzati attraverso la storia. Tutti i combustibili classici contengono carbonio e idrogeno, in rapporti diversi. Quando un combustibile viene bruciato, il carbonio in esso presente si lega all'ossigeno nell'aria creando anidride carbonica (CO2). L'idrogeno forma invece acqua (H2O). Il legno, il combustibile di sempre, ha un rapporto carbonio/idrogeno del 20/1, il carbone 2/1 (quindi già molto meno carbonio), il petrolio 1/2 (più idrogeno che carbonio), il metano 1/4. Come si può vedere, si è passati a combustibili con sempre meno carbonio, ma sempre più difficili da trovare, ricavare ed utilizzare, cosa resa possibile dall'avanzamento della tecnologia. Il prossimo passo sarebbe appunto eliminare l'ultima parte di carbonio ed utilizzare l'idrogeno puro, la cui combustione produrrebbe semplicemente acqua.
L'idrogeno è difficile da trovare in forma pura. Per questo è un "veicolo di energia, una forma secondaria che deve essere prodotta, come l'elettricità", e viene utilizzato per l'immagazzinamento e il trasporto.
Il processo è il seguente: l'energia solare raggiungendo la Terra si trasforma in energie distribuite, le quali possono essere trasformate, con metodi diversi in energia elettrica, utilizzabile per produrre idrogeno tramite l'elettrolisi. L'idrogeno può essere trasportato con bombole o tubi, ed essere immagazzinato anche presso il consumatore. L'energia immagazzinata viene poi trasformata in elettricità tramite una cella a combustibile.
I problemi di questo sistema: 1) i processi per ricavare le energie distribuite sono ancora costosi, 2) l'idrogeno deve essere prodotto, e 3) anche le celle a combustibile sono care. Questi problemi dovranno essere risolti da nuove tecnologie.
Un grande vantaggio di questo sistema può essere spiegato facendo un parallelismo tra la distribuzione di energia e dell'informazione. In principio si trasmettevano le informazioni via voce. Poi è arrivata la scrittura, che aveva il vantaggio di conservarsi. Con la stampa, coi giornali l'informazione è diventata facilmente riproducibile, con la radio, la televisione velocemente trasportabile. Con la televisione si è arrivati ad un punto in cui moltissime informazioni potevano essere trasmesse quasi ovunque, ma solo unidirezionalmente: c'erano solo emettitori e riceventi. Il sistema di distribuzione dell'energia è ad uno stadio simile: l'energia viene ricavata o prodotta in pochi luoghi, e distribuita unidirezionalmente alla popolazione, anche attraverso nazioni. Il singolo non è che consumatore.
L'informazione però ha fatto un grande passo in avanti: è arrivata l'informatica, è arrivato internet, e in questo modo ognuno ha potuto cominciare a trasmettere informazioni in qualsiasi direzione. Dalla gerarchia si è passati alla rete.
Tutto si muove verso l'interconnessione, e ciò vale anche per l'energia: "le grandi rivoluzioni economiche si verificano quando nuove tecnologie di comunicazione si fondono con un nuovo regime energetico, creando così un nuovo paradigma economico". Rifkin, pensando al WWW (World Wide Web) propone dunque il concetto di HEW (Hidrogen energy web), cioè una rete di scambio di energia (sottoforma di idrogeno) dove ognuno è prosumer (da "producer" e "consumer"), cioè produttore e consumatore allo stesso tempo.
In una rete simile, "l'energia scorrerebbe orizzontalmente, da una casa all'altra, creando un'estesa infrastruttura energetica decentalizzata in grado di promuovere i valori di autosufficienza e di interdipendenza"
In generale ci si sta già evolvendo in questa direzione: "le aziende hanno cominciato ad appiattire le proprie gerarchie, creando modelli organizzativi orizzontali, più facilmente adattabili alla mobilità, alla flessibilità e alla velocità della nuova era economica". Alcuni proprietari vendono già l'energia in eccesso che producono tramite i loro pannelli solari alle aziende elettriche principali.
Devono essere sviluppati sistemi più avanzati di microgenerazione: "piccoli impianti di produzione di energia elettrica, isolati o
interconnessi, collocati presso l'utente finale (fabbriche, grandi
centri commerciali, uffici pubblici o quartieri residenze private) o
nelle imediate vicinanze".
Secondo Rifkin, "un giorno l'idrogeno diventerà economico e conveniente come i personal computer, i telefoni cellulari, i compter palmari. Quando ciô accadrà, si potrà democratizzare realmente l'energia, rendendola disponibile per tutti gli abitanti del pianeta". È infatti "possibile immaginare un futuro, forse tra non più di cent'anni, in cui il costo di produzione di quantità illimitate di idrogeno sarà virtualmente nullo".
Come si realizzerà l'Hydrogen Energy Web? Tramite una "riglobalizzazione dal basso", cioé grazie ai consumatori stessi, e soprattutto alle comunità basate su interessi comuni, che cominceranno ad installare localmente impianti di produzione di elettricità tratta da energie distribuite. Quando poi questi impianti saranno talmente produttivi da far pensare all'immagazzinamento e alla distribuzione di questa energia, sarà la volta dell'elettrolisi e delle celle a combustibile per l'utilizzo dell'idrogeno.
Tutto ciò mi entusiasma. Sono molto interessato a vedere come si svilupperà nei prossimi tempi la situazione.
Ciao!
articolo interessante! Anch'io penso che l'idrogeno sarà la nuova grande fonte d'eneriga.
Il petrolio sta per finire la sua corsa e non sarà più "oro nero":
- La domanda per le grosse automobili che consumano tanto sta calando.
- Gli emirati arabi (es Dubai o Abu-Dabi) sta investendo mastodonticamente sul turismo di alta gamma vedendo la loro fonte di ricchezza (petrolio) cadere.
Questi sono solo due grandi esempi dell'andamento di cui stiamo parlando.
Sono palesi i vantaggi di un'energia basata sull'idrogeno.
Vediamo i problemi citati: "I problemi di questo sistema: 1) i processi per ricavare le energie distribuite sono ancora costosi, 2) l?idrogeno deve essere prodotto, e 3) anche le celle a combustibile sono care. Questi problemi dovranno essere risolti da nuove tecnologie."
!!! Il futuro è l'idrogeno, ok !!! Anche se le infrastrutture iniziali costano parecchio non pensate che alcuni migliardari non sarebbero comunque disposti ad investire in questa economia?? visto che sarà una nuova fonte di ricchezza?
La risposta a questa domanda, per il mio semplice parere, sta nell'egoismo dei governi più forti (o meno)! Quale investitore vorrebbe o potrebbe mettersi contro lo stato?? cercare di essere preso di mira dai governi di tutto il mondo perchè farebbe perdere tanta ricchezza basata sul petrolio??
La soluzione, come sempre a mio parere, consiste in una completa liberalizzazione dell'economia, assenza di intervento statale in essa, meno stato e più mercato!! Purtroppo, grazie alla crisi stiamo andando nel senso opposto, protezionismo ed intervento statale continuano a disturbare il sano mercato!
Non ostinatevi ad accettarlo! Il miglior governo è quello che governa meno!!
www.movimentolibertario.it
"Anche se non condivido ciò che dici, sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo!" Voltaire
Saluti Nicola!
Pol